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La mobilità ciclistica supera il primo traguardo

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    La legge sulla mobilità ciclistica passa alla Camera, ora si aspetta il Senato

    bicycle-1867232_1920Le due ruote vanno avanti spedite! Infatti, la Camera dei deputati il 14 novembre ha approvato all’unanimità (solo due astenuti e nessun contrario) la proposta di legge n. 2305-A/R Disposizioni per lo sviluppo della mobilità in bicicletta e la realizzazione della rete nazionale di percorribilità ciclistica” che solo poche settimane fa l’Assemblea aveva rinviato in Commissione. Adesso il nuovo testo è stato votato ed è pronto per andare al Senato dove l’aspetta il passaggio definitivo per diventare legge e – come ha sottolineato il relatore Paolo Gandolfi – “inaugurare una nuova stagione per la ciclabilità” in Italia, dove nel 2016 sono aumentati i morti fra i ciclisti (275, +9,6%) rispetto alla diminuzione complessiva delle vittime della strada del 4,2%.

    La legge prevede, fra l’altro, la realizzazione di piani della mobilità ciclistica per tutti i territori, con percorsi e velostazioni; l’obbligo di costruzione di ciclabili in caso di nuove infrastrutture viarie; destinazione alle nuove ciclabili del 2% della spesa complessiva per le infrastrutture nazionali.

    Significative le parole del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio: “Oggi si celebra soprattutto un fatto culturale: lo Stato assume pienamente la pianificazione della mobilità ciclistica, insieme alle Regioni. Esattamente come il sistema autostradale o il sistema ferroviario, con questa legge la ciclabilità fa parte di una strategia di mobilità che diventa prioritaria nei centri urbani e per lo sviluppo del turismo nel nostro Paese”.

    Così come quelle di Antonio Decaro, sindaco di Bari e presidente dell’Anci, che parla di “una legge che finalmente restituisce dignità a chi sceglie di muoversi pedalando”.