Home Mobilità Sostenibile Condivisa è meglio: gli italiani e la mobilità stradale

Condivisa è meglio: gli italiani e la mobilità stradale

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    Un italiano su tre pratica la mobilità condivisa. Dal 2015 al 2017 l’aumento registrato è del 17%. Presentato il Secondo Rapporto dell’Osservatorio Nazionale sulla Sharing Mobility

    sharing mobility sicurstradaLa mobilità condivisa piace sempre di più agli italiani. A confermarlo sono i dati contenuti nel Secondo Rapporto Nazionale sulla Sharing Mobilitypresentati a Roma nell’ambito della Conferenza Nazionale sulla Sharing Mobility 2018 promossa dall’Osservatorio Nazionale Sharing Mobility, istituito nel settembre 2015 dal Ministero dell’Ambiente e dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile. Nel triennio 2015-2017, il totale dei servizi di mobilità condivisa considerando tutti i principali settori di attività (car sharing, bike sharing, scooter sharing, car pooling, aggregatori) è aumentato mediamente del 17% all’anno.

    Infatti sono circa 18,1 milioni (28% della popolazione italiana) i cittadini che hanno praticano la mobilità condivisa utilizzando ad esempio car sharing, car pooling o bike sharing. Un fenomeno la cui diffusione è in crescita, tanto che il 54,4% degli intervistati ha dichiarato di conoscerne gli strumenti (o di averne sentito parlare) e di essere disponibile a utilizzarli lasciando a casa la propria auto.

    Dei 357 servizi di mobilità condivisa censiti dall’Osservatorio e riferiti al 2017, ben il 76% del totale è rappresentato da servizi di bike sharing, confermando l’Italia come il paese europeo con il più alto numero di servizi attivi in questo settore. Seguono il car sharing con percentuali intorno al 10 per cento, mentre i servizi di car pooling erano il 3% del totale alla fine del 2017. Ancora di nicchia lo scooter sharing con 3 servizi attivi alla fine dello scorso anno. Secondo l’analisi presentata, si tratta di numeri positivi anche prendendo in considerazione i singoli settori, con l’aumento del numero di servizi messi a disposizione dei cittadini nel triennio 2015-2017: car sharing +12%, bike sharing +35%, car pooling +20% e scooter sharing passati da 1 servizio nel 2015 ai 3 servizi del 2017.

    Per quanto riguarda nel dettaglio i vari strumenti della sharing mobility è possibile notare dal rapporto come il bike sharing sia cresciuto nell’ultimo anno del 147%, con 39.500 biciclette disponibili in 265 Comuni. A contribuire al successo della bici condivisa anche l’introduzione di formule di free floating.

    Un vero e proprio boom si è registrato anche per il car sharing, con il parco auto quintuplicato negli ultimi 5 anni. A guidare le città italiane è Milano, dove un’auto del car sharing viene noleggiata in media 5 volte al giorno. Concentrato in quattro grandi centri il 90% dei veicoli condivisi: il 43% a Milano, il 24% a Roma, il 15% a Torino e l’8% a Firenze.

    Sempre nel settore auto, positivo il bilancio per il car pooling, che può contare su 2,5 milioni di utenti: la quota maggiore utilizza il servizio per le tratte extraurbane, mentre è importante la crescita nei bacini urbani (+350%). È elettrico il 68% della flotta dello scooter sharing.

    Secondo lo studio presentato, la sharing mobility rappresenta un’opportunità per sostituire l’auto privata con mezzi più sostenibili e questo fenomeno dovrà guardare sempre di più le aree urbane. Da questo punto di vista, il presidente della Fondazione Sviluppo Sostenibile Edo Ronchi è intervenuto sottolineando, fra l’altro: “La mobilità passeggeri è eminentemente un fenomeno urbano, e gran parte degli spostamenti avviene in città. Questo significa anche che gli impatti negativi della mobilità si riscontrano nelle nostre città, dove vi è il maggior numero di persone esposte. È però proprio in città, che ci sono le maggiori opportunità perché il modello di mobilità individuale venga messo in discussione da quello basato sui servizi condivisi e pubblici. Perché ciò accada serve che la mobilità condivisa conquisti spazio e lo tolga all’uso dell’auto privata”.

    Nelle conclusioni, il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti ha affermato che “la mobilità condivisa è uno dei comparti trainanti di quella rivoluzione della sostenibilità dei trasporti urbani che è essenziale per assicurare standard qualità dell’ambiente e della vita nelle città”.