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Due ruote: approvata la nuova legge sulla mobilità ciclistica

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    Gandolfi: "Fortemente voluta per garantire maggiore sicurezza ai nostri cittadini nel momento in cui decidono di muoversi anche con un mezzo differente dall’automobile"

    bicicletteA poco più di un mese dall’approvazione (quasi all’unanimità) della Camera, e nello stesso giorno nel quale sono stati diffusi dall’Aci – Istat i primi dati – negativi – riguardanti gli incidenti stradali in Italia nei primi sei mesi del 2017, la Commissione Lavori pubblici, comunicazioni del Senato ha approvato la legge sulla mobilità ciclistica, ovvero “Disposizioni per lo sviluppo della mobilità in bicicletta e la realizzazione della rete nazionale di percorribilità ciclistica”.

    Attraverso le due ruote, la legge ha molteplici obiettivi: promuovere l’uso della bicicletta come mezzo di trasporto sia per le esigenze quotidiane, sia per le attività turistiche e ricreative, al fine di migliorare l’efficienza, la sicurezza e la sostenibilità della mobilità urbana, tutelare il patrimonio naturale e ambientale, ridurre gli effetti negativi della mobilità in relazione alla salute e al consumo di suolo, valorizzare il territorio e i beni culturali, accrescere e sviluppare l’attività turistica, in coerenza con il piano strategico di sviluppo del turismo in Italia e con il piano straordinario della mobilità turistica. Inoltre, prevede l’approvazione del Piano generale della mobilità ciclistica nel cui ambito è individuata la Rete ciclabile nazionale «Bicitalia». Si prevede, inoltre, la predisposizione da parte di Regioni, Città metropolitane e Comuni, di Piani della mobilità ciclistica.

    Significative anche che nell’articolo 1 del codice della strada (30 aprile 1992, n. 285) le parole: «al principio della sicurezza stradale» sono state sostituite dalle seguenti: «ai princìpi della sicurezza stradale e della mobilità sostenibile» e dopo le parole: «fluidità della circolazione» sono aggiunte le seguenti: «di promuovere l’uso dei velocipedi».

    Il ministro Delrio ha così commentato: “La Cenerentola della mobilità, la bicicletta, assume pari dignità in città, in periferia e nei percorsi turistici, rispetto agli altri mezzi e guida il cambiamento verso la mobilità dolce e alternativa. È uno scatto culturale e nella pianificazione delle opere, per il quale il nostro Paese è pronto e di cui dobbiamo ringraziare tutti i Parlamentari con i quali abbiamo collaborato, a partire dal relatore on. Paolo Gandolfi e al Sindaco di Bari e Presidente dell’Anci, Antonio Decaro. Continua, con soddisfazione, l’azione per aumentare la ciclabilità e la sicurezza dei ciclisti. – conclude il Ministro – Va in questa direzione il decreto firmato da 14,8 mln alle Regioni per 70 percorsi e piste ciclabili in sicurezza. Per avere sempre più ciclisti dobbiamo avere più piste ciclabili e più sicure”.

    Paolo Gandolfi, coordinatore dell'”Intergruppo Parlamentare Mobilità Nuova/Mobilità Ciclabile” e cofirmatario della legge ha sottolineato che la normativa rappresenta “un quadro di riferimento sugli standard e la qualità, per affrontare in maniera più risoluta il gravissimo problema della mobilità in ambito urbano, garantire maggiore sicurezza ai nostri cittadini nel momento in cui decidono di muoversi anche con un mezzo differente dall’automobile, assicurare complessivamente maggiore qualità alle nostre aree urbane, riducendo la presenza del traffico e l’inquinamento atmosferico. Vogliamo che la mobilità urbana diventi qualcosa di efficiente, che dia maggiore produttività, forza e capacità di funzionamento alle nostre aree urbane”.

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