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Nuove tecnologie per l’auto e riforma del Codice della Strada

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Ne parliamo con Paolo Gandolfi, Commissione Trasporti della Camera dei deputati

paolo-gandolfi-sicurstradaAttualmente la Delega al Governo per la riforma del Codice della Strada, è all’esame della Commissione Lavori pubblici e comunicazioni del Senato. A Paolo Gandolfi, relatore alla Camera del provvedimento, approvato nell’ottobre 2014, abbiamo chiesto come il nuovo Codice della Strada terrà conto delle nuove tecnologie alla guida per aumentare la sicurezza degli utenti.

“Partiamo dal presupposto – afferma Gandolfi – che il 90-95% degli incidenti stradali avviene a causa di comportamenti sbagliati da parte delle persone, e ovviamente il punto debole della sicurezza in Italia sono le grandi città. Ora, visto che la riforma del Codice della Strada, approvata alla Camera, è ferma da ormai due anni in Senato, è ovvio che la legislazione non può stare a passo con l’innovazione tecnologica, che si può dire si sviluppi di giorno in giorno. Tale concetto verrà invece declinato all’interno di concetti più generici, che in un secondo momento decreti ministeriali o altre formule ad hoc potranno di volta in volta definire meglio.

Quindi i legislatori non interverranno in maniera specifica sui comportamenti dei cittadini, aiutati dai nuovi strumenti digitali sul mercato?

“Abbiamo discusso molto sulla possibilità di regolare il controllo della velocità delle automobili, obbligando il veicolo in termini automatici a non superare un certo tetto, visto che gli strumenti ci sono, e tale decisione potrebbe essere presa già domani. Ma chi fa delle leggi per tutti deve scontrarsi con concetti come quelli della libertà personale di ognuno, e a volte da questa impasse non si esce. Il nuovo Codice della Strada non dirà cosa dovrete fare, ma darà un’idea unica sulla sicurezza stradale, puntando molto sulla comunicazione nei confronti dei cittadini e non solo sulla punizione in caso di infrazione. Certo andrebbero comunque aumentati i controlli, visto che velocità dei veicoli e massa degli stessi fanno la differenza in termini di pericolosità di un incidente”.

Cosa pensa dell’uso indiscriminato degli smartphone alla guida?

“Penso che i cellulari siano, per chi guida, un elemento di distrazione molto forte. Non voglio certo demonizzare, anche perché credo sia giusto controllare e sanzionare anche i ciclisti, ma di certo gli automobilisti dovrebbe sentirsi maggiormente responsabilizzati, soprattutto nei confronti di pedoni e bici. L’incidentalità causata dall’uso di smartphone è sottostimata, ma sta diventando un problema serissimo che necessita un approfondimento serio. L’uso indiscriminato del telefono mentre si va in auto potrebbe diventare l’alcool del futuro: non so dire oggi quale possa essere la soluzione, ma di sicuro sarà necessaria una campagna globale che con l’aiuto di dati e immagini faccia capire ai cittadini la pericolosità di tale comportamento”.