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Aumentano i morti sulle strade: è la prima volta dal 2001

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Secondo i dati provvisori Aci-Istat, nel 2015 le vittime crescono dell’1,1% rispetto all’anno precedente. Anche nei Paesi UE si registra un aumento (pari all’1,3%).

incidenti-stradali-aci-istat-2015-sicurstradaI dati sono provvisori, ma confermano una tendenza già preannunciata in alcuni report parziali e soprattutto dall’Europa: nel 2015 in Italia cresce il numero di vittime sulla strada. Infatti, si sono registrati 3.419 morti, cioè 38 casi in più rispetto al 2014, pari a +1,1%. Gli incidenti stradali, pari a 173.892, registrano invece una flessione dell’1,8% e i feriti, con 246.050 casi, del 2,0%.

Per quanto riguarda l’utenza vulnerabile da segnalare che, rispetto al 2014, continua a crescere il numero dei pedoni che restano uccisi sulla strada, con un aumento di 601 persone, pari al 4% in più. Mentre calano le vittime fra i ciclisti che sono 249, ovvero -8,8%.

Significativo l’aumento del 9,2% dei motociclisti morti in incidenti stradali rispetto alla diminuzione degli automobilisti deceduti (1.466, -1,7% ) così come i ciclomotoristi (106, -5,4%).

Morti in incidente stradale per tipo di utente della strada

(Fonte: ACI-ISTAT)

 

In particolare la classe di utenti che presenta i maggiori guadagni in termini di riduzione della mortalità negli ultimi 15 anni è quella degli automobilisti (-61,9% dal 2001). Tale riduzione – evidenzia il report – è legata anche ai notevoli progressi della tecnologia messa in campo per la costruzione di dispositivi di sicurezza dei veicoli. Nello stesso arco di tempo le vittime fra i pedoni sono passate da 1.032 a 601(- 41,7%) e quelle fra i ciclisti da 366 a 249 (- 32%).

La fascia d’età con il maggior numero di decessi è quella tra i 20 e 24 anni (da 262 a 282, pari a +5,2%). Tuttavia, a crescere in maniera più consistente sono le vittime tra i 30-34 anni (da 188 a 218 pari a +16,0%), 45-49 (da 246 a 271, pari a +10,2%) e 50-54 anni (da 212 a 237, pari a +11,8%). Così com’è consistente l’incremento anche tra le persone molto anziane, in particolare nella classe di età 80-84 anni (+10,5%).

Secondo i dati anticipati dall’Aci–Istat, sull’aumento del numero di vittime in Italia pesa l’incremento registrato su autostrade (comprensive di tangenziali e raccordi autostradali) e strade extraurbane (305 e 1.619 morti; +6,3% e +1,9% sull’anno precedente). Una lieve flessione si registra, di contro, sulle strade urbane (1.495 morti; -0,7%), dopo la crescita del 5,4% tra il 2013 e il 2014. Fanno eccezione i grandi Comuni, per i quali, nel complesso, il numero di morti nell’abitato aumenta dell’8,6%.

Tra i comportamenti errati più frequenti, il report segnala la guida distratta, il mancato rispetto delle regole di sicurezza e precedenza e la velocità troppo elevata (nel complesso il 44% dei casi). Le violazioni al Codice della Strada più sanzionate risultano, infatti, l’eccesso di velocità, il mancato utilizzo di dispositivi di sicurezza e l’uso di telefono cellulare alla guida.

A livello europeo, nel 2015, 26.302 persone sono decedute in incidenti stradali, contro le 25.970 del 2014. Ogni milione di abitanti, nel 2015 si contano 52 morti per incidente stradale nella Ue28 e 56,3 nel nostro Paese, che si colloca al 14° posto della graduatoria europea, dietro Regno Unito, Spagna, Germania e Francia. Nel confronto fra il 2015 e il 2010 (anno di avvio della seconda strategia europea per la sicurezza stradale) i decessi calano del 16,8% a livello europeo (nel 2010 furono 31.595) e del 16,9% in Italia (nel 2010 furono 4.114) con una riduzione media annua del numero di vittime della strada nella Ue28 del 3,6%, ben al di sotto di quella stimata per raggiungere l’obiettivo europeo di dimezzare i morti nel periodo 2011-2020 (-6,7%). Per rispettare il target fissato, nel periodo 2016-2020 il numero di morti sulle strade dell’Unione Europea dovrebbe ridursi in media annua del 9,7%.

Consulta il testo integrale del rapporto