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Meno morti sulle strade, ma aumentano gli incidenti e i feriti

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Aci-Istat ha diffuso i dati provvisori sugli incidenti stradali nel 2016 in Italia: calano del 4,2% le vittime ma per la prima volta dal 2001 cresce il numero di incidenti e di feriti

Previsioni confermate per il 2016 sulla sicurezza stradale. I dati provvisori diffusi da Aci-Istat mostrano che, come era stato rilevato nel dicembre scorso, nel 2016 dopo un biennio sostanzialmente negativo il numero delle vittime per incidenti stradali in Italia torna a calare: con 3.283 morti rispetto ai 3.428 dell’anno precedente, pari a -4,2%. Tuttavia, per la prima volta dal 2001, crescono sia gli incidenti (175.791 ovvero + 0,7%) che i feriti (249.175 pari a +0,9%). La media nazionale è di 1,9 morti ogni 100 incidenti (2,0 nel 2015). 

Da questo punto di vista, i dati parziali dei primi sei mesi del 2017 raccolti dalla Polizia di Stato e dall’Arma dei Carabinieri segnalano come gli incidenti stradali con esito mortale siano aumentati del 4,6% rispetto allo stesso periodo del 2016, passando da 695 a 727.accident-2161956_1280

Anche nella Ue28, nel 2016 torna a diminuire il numero delle vittime di incidenti stradali (-1,8% rispetto al 2015): complessivamente, sono state 25.720 contro 26.190 del 2015. Nel confronto fra il 2016 e il 2010 (anno di benchmark della strategia europea per la sicurezza stradale) i decessi si riducono del 18,6% a livello europeo. L’Italia registra una riduzione del 20,2%, un risultato migliore della media europea. Ogni milione di abitanti, nel 2016 si contano 50,6 morti per incidente stradale nella Ue28 e 54,2 nel nostro Paese, che si colloca al 14° posto della graduatoria europea, dietro Svezia, Regno Unito, Spagna, Germania e Francia.

Per quanto riguarda le persone coinvolte, da sottolineare che nel 2016 sono aumentate le vittime fra i ciclisti (275, +9,6%), mentre sono in calo fra i pedoni (570, -5,3%): il contrario di quanto avvenne nel 2015. La stessa situazione si registra per quanto riguarda i deceduti fra i ciclomotoristi (116, +10,5%) e fra i motociclisti (657, -15,0%): nel 2015 gli andamenti erano opposti. Con poche variazioni il dato riguardante gli automobilisti deceduti (1.470, +0,1%), che rappresentano la classe di utenti con i maggiori guadagni in termini di riduzione della mortalità negli ultimi 16 anni (-61,8% dal 2001), mentre quella più penalizzata è rappresentata dai ciclisti (-24,9% dal 2001).bicycle-1867232_1920

Un altro aspetto importante riguardante l’utenza vulnerabile della strada è l’indice di mortalità per i pedoni, pari a 2,93 morti ogni 100 incidenti per investimento di pedone, che è più di quattro volte superiore rispetto a quello degli occupanti di autovetture (0,66); il valore dell’indice riferito a motociclisti e ciclisti è, invece, circa il doppio. 

Per quanto riguarda le fasce d’età, i giovani di 20-24 anni continuano ad essere le principali vittime della strada (260 decessi e 27.004 feriti), ma aumentano anche bambini e anziani. In particolare, si sono registrate 10 vittime in più tra i bambini (0-14 anni) da 39 a 49 decessi, tra il 2015 e il 2016. L’incremento è consistente, infine, tra le persone molto anziane, in particolare nella classe di età 90 anni e oltre (+20%), in prevalenza uomini. Anche la distribuzione dei tassi di mortalità stradale per età mostra lo svantaggio delle classi di età più giovani (15-34 anni) e più mature e anziane (65 anni e più).

Anche nel 2016 le aree urbane hanno rappresentato uno spazio significativo quando si parla di mobilità sicura. Infatti sulle strade urbane si sono verificati 131.107 incidenti (74,6% del totale), che hanno causato 176.423 feriti (70,8% del totale) e 1.463 morti (44,6% del totale).

Sulle autostrade e raccordi gli incidenti sono stati 9.360 (5,3% del totale) con 274 decessi (8,3%) e 15.790 feriti (6,3%); sulle altre strade extraurbane, comprensive delle strade statali, regionali, provinciali e comunali extraurbane gli incidenti rilevati ammontano a 35.324 (20,1% del totale), le vittime a 1.546 (47,1%) e i feriti a 56.962 (22,9%).

Soffermandosi sui dati dei grandi comuni, punto di riferimento per l’obiettivo europeo 2020, rispetto al 2010 i decessi nei sono scesi nel 2016 del 26,6% (media Italia -20,2%). I comuni dove il calo delle vittime è stato più consistente sono Genova (-59,4%), Verona (-48,1%), Bologna (-42,9) e Firenze (-40%). La maggior parte dei territori presenta una riduzione dei morti, dentro e fuori l’abitato tra 2016 e 2015. I comuni dove si registra invece un aumento in termini assoluti, solo sulle strade nell’abitato, sono Napoli, Palermo, Messina e Catania.

Come negli anni passati, le tre principali cause d’incidente sono la distrazione, il mancato rispetto delle regole di precedenza e la velocità troppo elevata (circa il 41,5% dei casi). Al tempo stesso, tra le più frequenti violazioni al codice della strada si trovano il superamento dei limiti di velocità, la mancata precedenza e rispetto della segnaletica ed il mancato uso di dispositivi di sicurezza (cinture, casco e sistemi di ritenuta per bambini), il mancato uso di lenti o l’uso improprio di telefoni cellulari o cuffie.

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