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Città Metropolitana e sicurezza stradale: Bologna nel 2016

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Aumentano incidenti, feriti e vittime (il 40% delle quali sono pedoni e ciclisti). Il commento di Marco Monesi, Consigliere Delegato Infrastrutture, Mobilità, Viabilità, Trasporti della Città Metropolitana di Bologna

incidenti bologna 2

Foto: Il Resto del Carlino

Le città sono il luogo dove avvengono i tre quarti degli incidenti stradali, con una percentuale simile di feriti e oltre il 40% di vittime (Aci–Istat 2015). In linea con questi dati, sono le prime anticipazioni sul report 2016 sugli incidenti stradali nei comuni della Città Metropolitana di Bologna (Ufficio statistico).

Dal report emerge che lo scorso anno nell’area metropolitana si sono verificati 3.898 incidenti stradali con infortunati, 104 in più rispetto al precedente anno pari al +2,7%, in media 10,7 incidenti ogni giorno. Nell’ultimo decennio l’incidentalità tende a diminuire anche se tale andamento è più rallentato nell’ultimo quinquennio . Le persone ferite sono 5.379 con un aumento rispetto all’anno precedente del +0,4%. Tra questi feriti, 459 erano a bordo di bici e 441 erano pedoni.

Le persone decedute sono state 66, cioè 2 in più rispetto al 2015, ma in raffronto a dieci anni prima la mortalità è diminuita del 36%. La sicurezza della cosiddetta utenza vulnerabile presenta dati preoccupanti. Infatti la mortalità a carico di pedoni e ciclisti è pari a più del 40% della mortalità complessiva in quasi tutti gli ambiti territoriali metropolitani. In particolare, su 66 deceduti si contano 19 pedoni (erano stati 16 nel 2015) e 8 ciclisti (nel 2015 erano stati 5).

Nel territorio metropolitano è Bologna il comune che registra quasi il 50% dell’incidentalità complessiva con 1.924 incidenti e 16 morti, rispettivamente 52 in più e 9 in meno rispetto al 2015. In ordine decrescente, i due ambiti che seguono il capoluogo sono il Nuovo Circondario Imolese, con 493 incidenti e 15 morti, e le Valli del Reno, Lavino e Samoggia con 423 incidenti e 9 morti

Le strade comunali, urbane ed extra urbane, raccolgono la parte più consistente dell’incidentalità pari a 2.540 incidenti, quasi il 70%, ma il più elevato indice di mortalità specifico per strada è a carico delle statali con 3,4 decessi ogni 100 incidenti su tali strade. L’ufficio Statistico, inoltre, calcola che nel 2016 il costo sociale sostenuto dalla collettività a causa della morte o del ferimento di persone in seguito ad un incidente è stato quantificato pari a 369.182.769 euro, con un incremento nell’ultimo anno dell’1,4%.incidenti stradali bologna

Su questi dati interviene Marco Monesi, Consigliere Delegato Infrastrutture, Mobilità, Viabilità, Trasporti, Manutenzione delle strade, Polizia provinciale della Città Metropolitana di Bologna, che ha risposto ad alcune domande.

I dati sulla sicurezza stradale nell’area metropolitana del 2016 segnalano un aumento anche se lieve degli incidenti, dei feriti e delle vittime, mentre a livello nazionale i primi numeri (anche se provvisori) indicano un generale miglioramento della sicurezza stradale. Dal suo osservatorio come commenta questi dati?

La collocazione geografica – viaria del nostro territorio è piuttosto particolare e carica di traffico esogeno tale per cui in un confronto nazionale possiamo presentarci con dati peggiori dal punto di vista dell’incidentalità. L’analisi prodotta comprende strade comunali, provinciali, statali, autostrade ed ogni altra strada di pubblica circolazione (tangenziali, raccordi…) mentre i dati disaggregati li stiamo analizzando per il rapporto più completo. Le variazioni tra l’ambito nazionale ed il nostro territorio sono comunque di limitata ampiezza: in Italia nel primo semestre 2016 gli incidenti erano in calo dello 0,8%, da noi nel medesimo periodo aumentavano dell’1,8% e nell’anno complessivo +2,7%.

E’ vero che nell’ultimo anno gli incidenti sono aumentati di 104 unità, ma analizzando l’andamento complessivo dell’incidentalità, considerando anche negli anni precedenti, osserviamo che un’oscillazione di un centinaio di casi è possibile di anno in anno. Infatti nel 2012 gli incidenti sono stati 3.767 e nel 2013 sono aumentati di 134 unità, per poi diminuire di 14 nell’anno successivo e di 93 tra il 2014 ed il 2015.

Relativamente alla mortalità i casi sono già troppi ma – dal punto di vista dell’analisi – contenuti, per cui un aumento di due morti nell’ultimo anno pensiamo si possa imputare prevalentemente alla casualità dell’evento. Ci appare in ogni caso rilevante tenere monitorato il fenomeno in un arco di tempo più ampio e saremo in grado di fornire osservazioni integrative dei dati di incidentalità più approfondite attraverso l’analisi che stiamo elaborando e concluderemo nel corso dei prossimi mesi”.

Pedoni e ciclisti sono oltre il 40% delle vittime della strada. Cosa intendete fare per la mobilità sostenibile nei comuni dell’area?

Qui c’è innanzitutto un tema di competenza: i pedoni sono infatti presenti nei tratti urbani delle strade quindi è un tema che riguarda quasi esclusivamente i comuni. Sui ciclisti l’interesse come Città metropolitana muove sia dalla questione sicurezza sia dall’esigenza di spostare quote della mobilità dei cittadini su questa modalità più sostenibile. Inoltre si tratta di un filone turistico di indubbio interesse e sviluppo. Come Città metropolitana siamo fortemente impegnati nella realizzazione di percorsi ciclabili: dalla Ciclovia del Sole (parte dell’Eurovelo 7 che va da Capo Nord a Malta) alle ciclabili che i comuni realizzeranno grazie al bando Periferie. In particolare della Ciclovia del Sole stiamo realizzando il progetto definitivo di un tratto di 46 km tra Mirandola e Bologna del più ampio piano della pista che va da Verona a Firenze di oltre 600 km che stiamo coordinando”.

Il tema delle infrastrutture viarie e dell’educazione stradale, oltre ai controlli, come rientrano nelle politiche della Città metropolitana?

Purtroppo la mancanza di risorse congenita a questo ente e prima ancora quelle calanti della Provincia, non hanno più consentito un adeguato impegno sul fronte educativo in tal senso. Allo stesso tempo le difficoltà che incontriamo sul fronte delle manutenzioni ordinarie e ancor più straordinarie, non ci danno margini per dispiegare a pieno l’azione sul fronte infrastrutturale.

Ciò detto, è anche vero che cogliamo tutte le opportunità per concorrere a finanziamenti che ci consentano di realizzare opere per migliorare la sicurezza sulle nostre strade, sugli accessi, agli incroci. Non solo, operiamo in termini di sicurezza anche intervenendo sulla circolazione stradale introducendo o modificando limiti alla velocità e posizionando autovelox per ottenerne il rispetto”.