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Incidenti stradali: tornano a crescere le vittime in Europa

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Nel 2015 i morti aumentano dell’1,3% rispetto al 2014. L’Italia in linea con la media europea. Cipro il dato peggiore (+ 26,7%). I numeri del Consiglio Europeo per la Sicurezza dei Trasporti.

incidenti stradali-europa-sicurstrada-etsc2L’Europa ha una strada complicata da percorrere anche per quanto riguarda la guida sicura.

Infatti, nel 2015 sono state 26.313 le persone decedute in incidenti stradali contro le 25.970 dell’anno precedente. In pratica, l’1,3% in più rispetto al 2014. A dirlo è il decimo Road Safety Perfomance Index Report (PIN), realizzato dal Consiglio Europeo per la Sicurezza dei Trasporti prendendo in esame i dati di 32 Paesi del Continente, che individua tre cause principali: la diminuzione dei controlli sulle violazioni al Codice della Strada, i mancati investimenti in infrastrutture più sicure e gli interventi limitati nel contrasto a velocità e alcool.

L’Italia, che nei primi sei mesi del 2015 aveva registrato un aumento dell’1%, secondo il Report registra una percentuale di crescita che supera – anche se di poco – quella europea con +1,4% di vittime sulle strade, pari a 3.430 casi, cioè 49 in più rispetto al 2014, e con una media di 10 al giorno.

Guardando ai soli Paesi dell’UE, si tratta della prima volta dal 2001 che il numero delle vittime in incidenti stradali torna a salire. E rispetto a 15 anni fa, il calo delle vittime è stato del 52,2% (l’Italia -51,7%) mentre – a fronte dell’obiettivo del Programma europeo di azione per la sicurezza stradale che prevede il dimezzamento del numero dei morti sulle strade registrati nel 2010 entro il 2020 – la diminuzione è stata del 16,7% (l’Italia -16,6%). Mancano solo cinque anni per raggiungere il risultato programmato!

Complessivamente, la migliore prestazione in assoluto (se si esclude il -20,4% della Norvegia, che non fa parte della UE e che si è aggiudicata il premio PIN di quest’anno) è quella dell’Estonia: -14,1%, seguono l’Irlanda (-14%), la Lettonia (-11,3%) e la Lituania (-11%). Bene anche la Polonia (-8,2%), riduzioni meno significative, invece, in Svezia (-4,1%), in Danimarca (-2,7%) e in Portogallo (-1,7%). Ci sono, però, Paesi che hanno fatto registrare preoccupanti percentuali di crescita a doppia cifra: Cipro, ad esempio, dove, nel 2015, i morti sulle strade sono aumentati del 26,7%, il peggiore risultato tra i 28. Aumenti non confortanti anche in Finlandia (+13,5%), in Croazia (+13%), in Slovenia (+11%), in Austria (+10,5%) e a Malta (+10%). In linea con la media europea, invece, la Grecia (+1,3) e l’Italia (+1,4), situazione invariata in Spagna, unico Paese a “crescita zero”.

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