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Sicurezza e lavoro agricolo: un incontro ancora complicato

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Nel primo semestre del 2014 ci sono state 94 vittime e 119 feriti in incidenti su macchine agricole, con un aumento del 10,6% e del 20,2% rispetto allo stesso periodo del 2013. Ne parliamo con Sandro Liberatori di Enama

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“Fattorie Aperte Podere Giardino” di Ilaria Ghidini

Il mondo agricolo, che ogni due anni si ritrova ad Eima International, continua ad occuparsi anche di sicurezza nell’uso di trattori e di macchine agricole. La strada e il campo rappresentano, in questo settore specifico, luoghi dove si utilizza una sempre maggiore innovazione tecnologica, che non sempre significa maggiore sicurezza per gli addetti.

Infatti, i dati riguardanti le ‘morti verdi’ nel primo semestre 2014 indicano una situazione che non accenna a migliorare rispetto all’anno precedente (già di per sé negativo se paragonato al 2012). Secondo i dati dell’Osservatorio Morti Verdi de Il Centauro-Asaps, da gennaio a giugno 2014 si sono verificati 195 incidenti, con 94 vittime e 119 feriti: rispetto al primo semestre 2013 crescono i sinistri (+13,4%) e i morti (+10,6%), così come i feriti (+20,2%). Di questi, 104 (53%) si sono verificati al nord, 52 (27%) al centro e 39 (20%) al sud.

Ne parliamo con Sandro Liberatori, direttore di Enama (Ente nazionale per la meccanizzazione agricola) che, nell’ambito di Eima 2014, ha promosso un incontro dedicato all’integrazione tra gli aspetti ergonomici e di sicurezza in trattori e macchine agricole.

Anche nel 2014 (ragionando sui primi sei mesi), come nel 2013, si è registrato un aumento delle vittime e degli incidenti in cui sono stati coinvolti trattori agricoli: secondo lei quali sono state le cause del permanere di questa criticità?

Nel periodo considerato assistiamo alla conferma di un tendenza che già si era registrata lo scorso anno e che rappresentò una vera e propria inversione di tendenza rispetto al 2012. Siamo di fronte ad una conseguenza dell’obsolescenza del parco macchine, che negli ultimi anni non ha ricevuto sufficienti spinte al rinnovo. Tale obsolescenza, nonostante gli sforzi delle filiere nel fornire chiare informazioni per una maggiore sicurezza nel lavoro e nella circolazione stradale, costituisce un problema diffuso. Sarebbero necessari incentivi mirati e snelli, anche di importi modesti, per l’adeguamento o la sostituzione dei mezzi che presentano criticità. A tal proposito il documento messo a punto al tavolo di Enama, al quale ha partecipato anche l’Inail, costituisce una ulteriore dimostrazione degli sforzi che si stanno attuando per riportare la tendenza sul versante positivo.

E’ stata introdotta una normativa specifica che tenga conto della specificità del lavoro agricolo (ad es. differenza nelle tipologie di terreno, particolare peso delle condizioni atmosferiche ecc.) per guidare all’uso di trattori e macchine?

La normativa attuale, che fa riferimento al Testo Unico sulla salute e sicurezza nel lavoro, non prevede differenziazioni per l’agricoltura che, al contrario, meriterebbe regole specifiche, considerato il diverso ambiente di lavoro rispetto all’industria.

trattore-incidente_47317E’ stata introdotta la dotazione del “patentinoper l’uso delle macchine agricole, ma occorre definire meglio i soggetti abilitati al rilascio dell’attestazione, in quanto attualmente si fa riferimento a normative di carattere più generale. E’ indispensabile che i formatori siano dotati delle necessarie competenze tecniche per offrire ai partecipanti dei corsi quelle conoscenze, non solo teoriche ma anche di comportamento alla giuda, necessarie per operare in completa sicurezza.

Cosa secondo lei non ha funzionato (o quali sono gli ostacoli che ancora si fatica a superare) in termini di prevenzione e innovazione in ambito di sicurezza?

Sicuramente la ricerca può offrire molto in quanto molte soluzioni tecniche sono ormai in uso da anni e, pertanto, occorre sviluppare le opportune sinergie tra privato e pubblico. L’Enama nel tempo ha sviluppato alcuni programmi e parte di essi sono stati mirati all’incremento della sicurezza, ma occorre moltiplicare gli sforzi e gli investimenti, cosa difficile con l’attuale congiuntura economica. A ciò si deve aggiungere che spesso la formazione si limita a corsi in aula, lasciando poco spazio alla pratica. Inoltre, esiste il problema della scarsa diffusione della cultura della certificazione, che invece potrebbe offrire un efficace aiuto ad identificare le macchine agricole sicure.

Sulla base dell’esperienza di Enama, gli operatori agricoli sono sensibili al tema della sicurezza? Partecipano ad attività formative ad hoc?

La nostra esperienza ci dice che gli operatori sono molto sensibili al tema della sicurezza per il semplice motivo che sono loro alla guida dei mezzi. I nemici della sicurezza sono sicuramente la complessità di alcuni dispositivi che dovrebbero invece essere di semplice gestione o, come dicono gli inglesi, essere user friendly, senza cioè creare inutili complicazioni a chi con i mezzi deve lavorare. Per quanto riguarda i corsi, abbiamo sviluppato delle esperienze in cui gli operatori hanno investito tempo e denaro per accrescere la loro competenza in tema di sicurezza. Il loro successo dipende dal fatto che tali attività devono essere percepite come un valore aggiunto e non come un ulteriore “balzello”. Questo è un passaggio molto importante che richiede istruttori/formatori molto preparati e non semplici formatori sulle normative.

Cosa suggerirebbe di fare, sia nel breve che nel lungo periodo, per rendere il lavoro nei campi più sicuro?

Ritengo che agire su quattro fronti possa portare benefici anche nel breve periodo:

- incentivi mirati all’adeguamento e/o sostituzione nei casi più critici con modalità di erogazione semplici e rapide
- formazione in campo con formatori adeguatamente preparati
- sviluppo dell’innovazione tecnologica con progetti mirati a risolvere le maggiori criticità
– uso sempre maggiore di macchine con certificazioni volontarie di sicurezza come quella rilasciata da Enama.

 

Foto in home page, da Flickr, “Intramezzo Autunnale” di Bass_nroll