Home In Evidenza Emergenza “morti verdi”: intervista a Sandro Liberatori di Enama

Emergenza “morti verdi”: intervista a Sandro Liberatori di Enama

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Quali strumenti utilizzare per provare ad arginare il problema delle morti verdi, cioè le vittime di incidenti in cui sono coinvolte macchine agricole? Le risposte di Sandro Liberatori, Direttore di Enama

Sono stati 166 i morti (-13,5% rispetto ai 192 del 2015) e 278 i feriti (solo 3 in meno dei 281 dell’anno precedente) in incidenti avvenuti nei campi, o nelle strade adiacenti, nel corso del 2016. I dati dell’Osservatorio Asaps mostrano come, nonostante il calo rispetto al 2015, l’emergenza sia ancora alta. E le cose paiono non migliorare per il 2017, visto che sono già 50 le vittime accertate, con 71 feriti in 112 incidenti, nei primi 4 mesi dell’anno.

Ne abbiamo parlato con il Direttore di Enama, l’Ente nazionale per la meccanizzazione agricola, Sandro Liberatori.

Foto di Gozha Net

Foto di Gozha Net

Direttore, i numeri delle cosiddette “morti verdi” continuano ad essere drammatici: i dati del 2016 e quelli provvisori del 2017 non sono certo ottimistici, nonostante si registri un lieve calo rispetto al 2015, anno nero: cosa non funziona in ambito di sicurezza sui mezzi agricoli?

Indubbiamente occorre rivedere alcune strategie sia di contenuto delle normative di divulgazione e formazione. In merito alle prime noto che ancora poco spazio viene dato ad iniziative come le certificazioni come quella di Enama, che offrono serie garanzie di rispetto dei criteri in essere per la sicurezza (che non dimentichiamo è anche un valore aggiunto per il costruttore). Anche i bandi sulla sicurezza sono spesso macchinosi e pensati, così come alcune normative, per macchinari destinati ad altri settori come l’edilizia o quello industriale. In agricoltura le macchine operano nell’ambiente e l’ambiente è soggetto ad infinite variabili che cambiano anche sensibilmente le condizioni di sicurezza del momento. Occorre poi rivedere i meccanismi di concessione dei contributi, che sono spesso macchinosi e quindi riservati solo alle grandi aziende che poi sono quelle che cambiano più frequentemente i mezzi e quindi dispongono di una maggiore sicurezza.  Infine, nota dolente è che alcune istituzioni tra cui anche il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali non dispongono più di fondi per la meccanizzazione agricola, con le conseguenze che possiamo facilmente immaginare.

Foto di Scott Webb

Foto di Scott Webb

Un anno fa proponeva come possibili soluzioni – rispondendo ad un’intervista di Sicurstrada sul tema – incentivi mirati, formazione e certificazioni volontarie di sicurezza: quali passi in avanti si sono fatti a riguardo?

Come già detto la certificazione è un efficace strumento soprattutto in un contesto dove vige la Direttiva Macchine che, come dice la stessa direttiva, è soltanto una presunzione di conformità e quindi ha una forte valenza commerciale, ma limitata dal punto di vista tecnico, non tutelando le imprese che hanno investito sulla sicurezza. La certificazione invece è una attestazione di conformità e quindi dà valore al prodotto ed alla filiera che ne fa uso.  Per la formazione ancora si fa troppa aula e poca pratica; ormai è diventato un problema annoso.

A che punto è la decisione circa l’entrata in vigore delle disposizioni sul cosiddetto “patentino” per la guida di macchine agricole? 

Il patentino ha subìto varie evoluzioni in questi anni e con l’aggiunta delle parti pratiche sicuramente assume maggiore valore, ma occorre ancora lavorare per far sì che migliori e, soprattutto, venga percepito come un efficace strumento migliorativo della professionalità degli operatori.

Si parlava anche di innovazione tecnologica: come valuta il progetto di Agia-Cia e Gruppo Unipol che riguarda l’installazione di scatole nere sui mezzi agricoli, per aumentarne la sicurezza?

Le scatole nere sono sicuramente uno strumento che può aiutare gli operatori soprattutto in agricoltura, dove spesso si è soli ed anche lontani da altre persone e da possibili punti di soccorso. Poi c’è il problema dei furti che ancora sono diffusi e la scatola nera potrà contribuire a risolvere.

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