Home Biciclette La sicurezza stradale non viaggia sempre sulle due ruote

La sicurezza stradale non viaggia sempre sulle due ruote

    0 434

    Ciclisti sempre più a rischio: aumentano le vittime fra chi pedala (e fra i pedoni) rispetto alla diminuzione di quelle in auto

    Foto da Flickr CC "Blu" di Elia Grando Mattiazzi - flic.kr/p/aATLZd

    Foto da Flickr CC “Blu” di Elia Grando Mattiazzi – flic.kr/p/aATLZd

    È cronaca di oggi quella che racconta di incidenti gravi occorsi a personaggi noti del mondo dello sport, come Nicky Hayden e Michele Scarponi: ciò che tristemente li lega è il mezzo di trasporto, cioè la bicicletta. Secondo i dati Aci-Istat, dal 2013 al 2014 i ciclisti morti in strada erano aumentati dell’8,8% (22 deceduti in più, 273 nel 2014 contro 251 l’anno prima), mentre nel 2015, pur diminuendo, ben 16.827 ciclisti sono stati feriti e 252 sono morti. Si tratta di una vittima ogni giorno e mezzo circa. La probabilità di morte pedalando in bicicletta, peraltro, è direttamente proporzionale all’età: oltre metà dei deceduti hanno più di 65 anni (50,9%, pari a 139 vittime).

    Per far fronte a tale emergenza, il movimento #salvaciclisti chiede interventi consistenti, anche se non sempre onerosi. Fuori dalle aree urbane, ad esempio, alcune strade – come certe provinciali a bassa densità di traffico – potrebbero essere declassificate e «modificate» nel tracciato con dei rallentatori, per renderle più amiche delle due ruote. Per favorire i ciclisti sportivi o i cicloturisti, poi, alcuni circuiti speciali in diverse aree del Paese potrebbero essere trasformati in «strade-palestra» riservate, senza conseguenze sul traffico. Per quanto riguarda i centri urbani, «servono molte più piste ciclabili», sostiene Fiorillo, Responsabile Mobilità Urbana di Legambiente, che vorrebbe anche che gli incroci fossero segnalati e «rallentati» in modo speciale, per far capire agli automobilisti che non necessariamente il loro percorso è senza interruzioni. L’altra grande rivendicazione del movimento #salvaciclisti è quella di fissare il limite in città a 30 chilometri orari, una velocità che aumenta di poco i tempi di percorrenza, fa scorrere meglio il traffico e aumenta la sicurezza di tutti.

    E due emendamenti al Nuovo Codice della Strada, votato dalla Camera ma fermo in Senato da ormai 2 anni, sul tema della mobilità a due ruote erano stati approvati nel novembre 2016. Presentati dall’onorevole Paolo Gandolfi, membro della Commissione trasporti della Camera e coordinatore dell’Intergruppo Parlamentare Mobilità Nuova e Ciclistica, riguardano lo stanziamento di 83 ulteriori milioni, rispetto ai 91 già destinati nel 2015, per le ciclovie turistiche e l’introduzione della voce “mobilità ciclistica e sicurezza stradale dell’utenza vulnerabile” all’interno del superfondo di 3 miliardi annui costituito per le infrastrutture strategiche per lo sviluppo del Paese.

    Foto da Flickr CC "Strisce pedonali" di Marco Fedele  - flic.kr/p/4MX6Mh

    Foto da Flickr CC “Strisce pedonali” di Marco Fedele – flic.kr/p/4MX6Mh

    Le cose infatti non sembrano andare meglio per le altre due categorie di utenti vulnerabili: pedoni e motociclisti. Sono quasi undicimila i morti e trecentomila i feriti – in quindici anni, dal 2001 al 2015 – fra le persone che si muovono a piedi. Secondo i dati di Asaps, con un indice di mortalità pari a 3,07 casi ogni 100 incidenti, cioè più di quattro volte quello degli automobilisti (0,67). In particolare, il 2002 è stato l’anno peggiore con 1.226 vittime, mentre la punta più bassa si è verificata nel 2013 con 551 casi. Per quanto riguarda il 2015 – anno nel quale per la prima volta dal 2001, in Italia e in Europa, è aumentato il numero dei morti in incidenti stradali – anche i pedoni vittime della strada hanno toccato il picco più alto del quinquennio con 602 casi (+4,2% rispetto al 2014 e +4,9% rispetto al 2013). Nel caso delle due ruote motorizzate, il 2015 ha visto una diminuzione delle vittime fra i ciclomotoristi ( – 6,3% rispetto al 2014), mentre la categoria dei motociclistici ha fatto contare un aumento di 773 morti, pari a +9,8% rispetto all’anno precedente.

    Fonte: La stampa, Roberto Giovannini

    Foto in home page, da Flickr CC, di Luca Savettiere – flic.kr/p/5yr45p

    NOTIZIE CORRELATE