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Con le nuove tecnologie più sicurezza anche per chi ama la moto

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Non sono solo le auto ad essere interconnesse, i sistemi satellitari aiutano a proteggere anche i centauri. Senza dimenticare che il rispetto delle regole e corretti comportamenti sono la miglior garanzia contro i rischi della strada

Photo by Miguel Perales on Unsplash

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Si parla molto di nuove tecnologie applicate alle auto, di macchine interconnesse o addirittura senza guidatore, con evidenti ricadute sulla sicurezza stradale.

In tempo di vacanze estive, e quindi di maggior utilizzo delle due ruote, è opportuno perciò interrogarsi su quali sono le novità anche per le moto e capire se ci sono soluzioni che possano garantire sicurezza stradale e maggiore tutela per i loro utilizzatori. I centauri sono peraltro considerati utenza vulnerabile, insieme a pedoni e ciclisti, perché rientrano tra i soggetti più a rischio sulle strade. È un fatto, del resto, che dopo un quinquennio all’insegna della costante diminuzione delle vittime stradali, gli ultimi dati rilevano un’inversione di tendenza, soprattutto per quanto riguarda i motociclisti che raggiungono un indice di mortalità pari a 3,9, a fronte, ad esempio, dell’1,5 fra gli automobilisti.

Anche a fronte di questa situazione non proprio rassicurante, la tecnologia ha cominciato ad interessarsi alle due ruote. E si stanno affacciando sul mercato risposte pensate appositamente per la sicurezza stradale dei motociclisti, anche se, ovviamente, non si può mai prescindere dal rispetto delle regole e delle norme del Codice della strada. Se la distrazione, dovuta in gran parte ad un abuso del cellulare alla guida, è ormai tra le maggiori cause di incidenti tra gli automobilisti, per chi affronta la strada in sella a una moto può risultare addirittura più pericolosa.

Infatti, in base ad uno studio elaborato dall’olandese MAG (Motorcyclists Action Group), sono una decina le cause che generano oltre il 50% dei sinistri in moto. Fra queste la frenata d’emergenza per evitare un altro mezzo, la presenza di olio o carburante sulla strada, l’errore nell’esecuzione di una sterzata, di una curva o di una frenata. Nel caso di sinistri in cui sono coinvolte anche vetture, le principali cause di incidenti sono il non rispetto dell’obbligo di precedenza da parte degli automobilisti, l’immissione laterale delle auto (da parcheggi, aree di servizio ecc.), l’attraversamento della carreggiata, i contromano, il repentino cambio di corsia, i tamponamenti.

Photo by Benjamin Voros on Unsplash

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Quali sono allora le novità tecnologiche studiate per diminuire incidenti e vittime fra i centauri? Sicuramente il dispositivo che migliora l’equilibrio dei motoveicoli, il Motorcycle Stability Control (MSC) in caso di frenate di emergenza, il Vehicle Hold Control per quando la motocicletta si ferma in salita o discesa, le sospensioni elettroniche che regolano l’assetto automaticamente, in base al peso e all’eventuale presenza di bagagli o passeggero. La sfida sarà anche quella di integrare alla perfezione antenna e centraline, che dovranno essere resistenti – a differenza di quelle montate sulle auto – ad acqua, polvere e vibrazioni.

Bosch, a febbraio di quest’anno, ha inoltre presentato un progetto di connessione fra auto e moto, il Motorcycle-to-Vehicle Communication, con lo scopo di facilitare il controllo alla guida e prevenire le collisioni fra le due tipologie di veicoli. I mezzi saranno perciò dotati di un sistema in grado di comunicare e di inviare informazioni utili – fino a 10 al secondo – ad evitare situazioni di pericolo. L’intento è quello di ridurre drasticamente gli incidenti segnalando ad esempio la presenza di un veicolo fermo sulla carreggiata (soprattutto in curva) o una qualsiasi situazione di pericolo imminente, elaborando i dati sul tipo di mezzo in movimento, la sua velocità, posizione e direzione di marcia. In questo caso, i motociclisti riceveranno un avviso tramite segnale audio, mentre gli automobilisti visualizzeranno una notifica direttamente sul navigatore satellitare, che fornirà una soluzione alternativa al problema.

Le applicazioni C-ITS (Cooperative-Intelligent Transportation Systems) serviranno anche a rendere più visibili i motociclisti, sempre grazie ad un avviso (luminoso e/o sonoro), che informerà gli automobilisti quando un veicolo a due ruote si sta avvicinando, in particolari condizioni di traffico. I veicoli, in tal modo, riusciranno a riconoscersi ancor prima che l’occhio umano possa percepirne la presenza e l’eventuale rischio di collisione.

Anche il dispositivo Connected Horizon va in questa direzione, permettendo alla moto connessa ad internet di ricevere in tempo reale i dati relativi ai limiti di velocità per una determinata curva, alle aree di pericolo e alle zone interessate da ingorghi, cantieri o incidenti. Il centauro potrà in questo modo avere la possibilità di “guardare oltre” le zone cieche e avere un quadro migliore della strada che sta percorrendo. In attesa dell’avvento della guida autonoma anche per le moto – in vista del quale Yamaha ha già costruito un prototipo telecomandato, che curva, accelera e frena senza nessuno in sella – l’interconnettività pare essere il dispositivo più adatto a migliorare la sicurezza della circolazione, soprattutto per chi viaggia sulle due ruote.

I grandi mutamenti in atto sulle strade e lo sviluppo della connettività per i veicoli, hanno un rilevante impatto anche per quanto riguarda gli aspetti assicurativi. Per parte sua il Gruppo Unipol, che da oltre un decennio propone agli automobilisti la “scatola nera” – montata ormai su più di tre milioni di vetture assicurate UnipolSai – ha studiato una polizza pensata appositamente per i centauri. Si tratta della “Km&Servizi 2Ruote, che utilizza la scatola nera Unibox, opportunamente adattata. La nuova polizza garantisce assistenza immediata in caso di incidente o scivolata: intervento tempestivo dei soccorsi a fronte di un sinistro o caduta. Una soluzione che porta ad una conseguente riduzione dei rischi, ma anche – come spiega la responsabile dei prodotti auto di UnipolSai Assicurazioni, Claudia Prcic – “ad un miglioramento dei servizi che riguardano la sicurezza delle persone, grazie alle informazioni che la tecnologia satellitare consente di ottenere praticamente in tempo reale”. I servizi collegati ad Unibox permettono inoltre “l’eventuale controllo sul corretto utilizzo del mezzo da parte di terzi, attraverso il riconoscimento del guidatore, per una maggiore tutela anche dei propri cari”.

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