Home In Evidenza Sentirsi più sicuri sulla strada, senza esserlo

Sentirsi più sicuri sulla strada, senza esserlo

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    Sempre più italiani si sentono al riparo dai rischi del traffico. Lo dice il IX Rapporto sulla sicurezza e l’insicurezza in Italia e in Europa di Unipolis. Ma i dati del 2015 fotografano una realtà ben diversa: sono in aumento le vittime della strada.

    La strada non spaventa gli italiani. È quello che emerge dal IX Rapporto sulla sicurezza e l’insicurezza sociale in Italia e in Europa, realizzato da Fondazione Unipolis in collaborazione con Demos&Pi e Osservatorio di Pavia (presentato alla Camera dei Deputati con l’intervento – fra gli altri – della Presidente Laura Boldrini).

    il timore per gli incidenti stradali

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    Infatti, attualmente solo il 24% degli italiani “si sente frequentemente preoccupato per sé o per i propri familiari, di essere vittima di un incidente stradale”. Meno di un italiano su quattro. Mentre nel 2015 e nel 2014 la percentuale era – rispettivamente – del 27,4 e 27,5. E nel 2012 si superò addirittura il 30%. In tal modo, fra le ventisei principali preoccupazioni espresse dagli italiani, nel 2016 il rischio incidenti è scivolato dal 14° al 16° posto della “graduatoria delle paure”. Bisogna risalire al novembre 2009 per trovare un dato simile sulla percezione di rischio che i cittadini italiani provano quando si muovono sulle strade!

    Questo sentimento è contraddittorio rispetto alla reale situazione della sicurezza quando si guida un’auto o si è in bicicletta o si cammina in città. Infatti, benché secondo Aci – Istat nel 2014 il numero di incidenti, vittime e feriti si sia ulteriormente ridotto, i decessi, 3.381 casi, sono diminuiti di un risicato 0,6% rispetto al 2013, anno nel quale erano calati del 9,8% rispetto al 2012. E i primi dati sul 2015 – seppur provvisori – indicano un aumento delle vittime sulle strade italiane dell’1,1% rispetto al 2014. Quindi serve una maggiore attenzione per evitare incidenti stradali, che continuano ad essere la prima causa di morte per gli under 24 anni e un rischio sempre più alto per gli over 65.

    sicurezza stradale ed età

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    E proprio analizzando come le diverse fasce d’età hanno risposto alla domanda “con che frequenza le capita di sentirsi preoccupato, per lei o per i suoi familiari di essere vittima di un incidente stradale” che emerge ancora di più la distanza tra percezione e realtà e, quindi, la necessità di incrementare l’impegno per la sicurezza dell’utenza più vulnerabile, come fa Unipolis con il Progetto Sicurstrada.

    Ad esempio, gli under 24 sono sempre meno preoccupati: erano il 19,5% nel 2015 e nel 2016 scendono al 16,8% (nel 2014 erano il 22,1%). Un andamento che procede parallelo con la diminuzione del numero delle vittime in questa fascia d’età, anche se è proprio fra i 20 e i 24 anni che si continua a verificare il numero più alto di decessi con 268 casi (nel 2013 furono 305).

    Ma più sorprendente è la fotografia che il IX Rapporto scatta fra gli over 65. Infatti, sono sempre meno quelli che temono di rimanere vittima di un incidente stradale: il 23,2% rispetto al 27,8% del 2015 e al 26,2% del 2014. Ma questa serenità non è sorretta nei fatti da una maggiore sicurezza. Perché proprio nel 2014, gli over 75 hanno pagato un  prezzo molto alto sulla strada con un aumento delle vittime dell’11,1% (651 decessi rispetto ai 586 nel 2013). Un peggioramento della loro sicurezza che nel 2015 – seppur in base ai dati provvisori pubblicati – è confermato con un +5,7% nella fascia d’età 75 – 79 e +10,5% nella fascia 80 -89 anni.

    > Rapporto Sicurezza 2016