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Sicurezza stradale e innovazione tecnologica per le smart cities

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La mobilità del futuro nelle riflessioni di Luca Studer, docente al Politecnico di Milano

studer-sicurstradaProsegue il viaggio di Sicurstrada nel mondo dell’innovazione tecnologica applicata alla mobilità. Un tema approfondito in occasione della Settimana Europea della Mobilità con l’iniziativa “Mobilità sostenibile tra presente e futuro. Come l’innovazione tecnologica può offrire più sicurezza” e che si arricchisce ogni giorno di interventi e riflessioni. Proprio perché, come è stato scritto “così come l’automobile ha dato forma alla città del ventesimo secolo, i nuovi modelli di mobilità definiranno la città del ventesimo secolo“, abbiamo chiesto al professor Luca Studer, responsabile del Laboratorio Mobilità e Trasporti del Politecnico di Milano, il suo punto di vista.

Professor Studer, può dirci quali sono gli impatti dei cosiddetti ITS – Intelligent Transport System sul traffico e sulla sicurezza stradale delle nostre città?

Negli anni in cui abbiamo studiato le nuove tecnologie applicate alla mobilità, abbiamo rilevato una netta riduzione dell’incidentalità. Da una comparazione degli impatti di sistemi ITS in ambito mondiale si sono potuti individuare degli intervalli di miglioramento rispetto alla sicurezza stradale. Ad esempio, i limiti di velocità variabili, che portano ad un “ritardo preventivo” per contenere i fenomeni di congestione a valle, hanno registrato una riduzione dell’incidentalità tra il 20% e il 50%, oppure il controllo delle rampe d’accesso che ha portato ad un miglioramento tra il 17% e il 40% o, infine, le corsie dinamiche dove il miglioramento si attesta tra il 40% e il 60% di incidenti in meno. Per quanto riguarda quest’ultimo sistema di controllo del traffico, noi come Politecnico abbiamo studiato la tangenziale di Mestre, dove si è sperimentato l’utilizzo della corsia di emergenza in momenti di grande traffico: gli incidenti, per il periodo di tempo considerato, sono calati del 70%.australia

Qual è oggi, a suo avviso, lo strumento migliore a disposizione dei centri città per una mobilità più sostenibile?

Senz’altro è vincente l’idea di tariffare le strade urbane, perché aumentando il costo del viaggio privato diventano automaticamente più competitivi i trasporti pubblici e vengono incentivati mezzi alternativi come le biciclette. Da quando Milano ha istituito l’Area C gli incidenti, ad esempio, sono diminuiti del 20%.

Cosa prevede per le strade del futuro?

Immagino una diffusione massiva delle e-call, in grado di aumentare la sicurezza stradale e diminuire la mortalità in caso di incidenti. E anche lo sviluppo delle auto senza guidatore, anche se non si possono considerare come la soluzione a tutti i problemi, soprattutto in una situazione “ibrida”, in cui circoleranno insieme alle auto guidate da persone. La situazione sarà senz’altro complicata, soprattutto se si pensa che sarà un’intelligenza artificiale a dover scegliere se farvi finire contro un albero o falciare dei pedoni… questo ovviamente è un caso limite, ma su cui vale la pena riflettere.

Quali sono oggi i casi di studio di cui si occupano i suoi studenti?

Stiamo portando avanti delle ricerche in campo di stress alla guida, aiutati da test biometrici e valutazione del livello di attenzione. Tali studi, se confrontati con le analisi delle intersezioni e dei singoli incroci pericolosi, potranno restituirci un’idea realistica di quali sono geograficamente le zone più a rischio, perché la sicurezza sulle strade è strettamente connessa all’attenzione di chi guida. Un altro campo in cui operiamo è quello della pianificazione e gestione dei trasporti.

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