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La smart box arriva sui campi per prevenire le morti verdi

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Al via la sperimentazione di Agribox, la “scatola nera” di UnipolSai per la sicurezza nel lavoro agricolo

I big data al servizio dell’agricoltura. Non solo per effettuare previsioni sulle produzioni del settore primario dell’economia, ma anche per garantire una maggiore sicurezza per chi lavora e prevenire il crescente numero di vittime sui campi. Infatti, in base ai dati diffusi dall’Osservatorio morti verdi di Asaps – Associazione amici e sostenitori della Polizia stradale, nell’ultimo quinquennio (2010/2015) i trattori coinvolti in incidenti nei campi e nelle strade adiacenti sono stati 2.281 ed hanno provocato ben 1.073 vittime. Il 2015 è stato l’anno più critico, con 434 incidenti, rispetto ai 390 del 2014, che hanno causato 192 morti e 281 feriti, rispettivamente +6,1% e +9,3% in confronto all’anno precedente. Il 2016 non è certo migliore. Sempre secondo l’Osservatorio citato, i primi sette mesi dell’anno hanno fatto segnare già 106 vittime (fra i quali sette bambini), 162 feriti e 243 incidenti.

Secondo Alberto Giombetti, responsabile Relazioni Esterne della Cia – Confederazione Italiana Agricoltori, “l’aumento degli incidenti con macchine agricole è determinato principalmente da due fattori. Il primo è dato dall’enorme presenza, nelle campagne italiane, di mezzi obsoleti: si stima, infatti, che oltre un milione di trattori abbiano più di 20 anni di vita; il secondo, invece, è un prodotto della crisi economica, che ha comportato, tra l’altro, il ritorno nelle campagne di operatori poco qualificati alla guida e alla gestione dei mezzi meccanici. Per questo, l’introduzione di nuove tecnologie potrebbe sicuramente contribuire ad aumentare la sicurezza nel lavoro agricolo”.

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Sensori attualmente in uso

La necessità di mettere in campo strumenti tecnologici al fine di aumentare la sicurezza sui mezzi “verdi” viene anche confermata dalle stime dell’Istat che – in sintonia con l’analisi di Cia – evidenziano come, durante il triennio 2012-2014, in Italia solo il 44,6% delle imprese con oltre 10 addetti ha investito in attività finalizzate all’introduzione di logiche innovative. Un quadro preoccupante se si considera che nei tre anni antecedenti (2010-2012) la percentuale era del 51,9%. Si è registrato quindi un calo netto di oltre 7 punti percentuali.

Anche per questo, è nato il progetto “Agribox”, l’applicazione della cosiddetta “scatola nera” (già installata con successo sulle automobili, in particolare su quelle di tre milioni di clienti di UnipolSai Assicurazioni, che vanta un primato europeo in questo campo) sui trattori e altre macchine agricole.

“Agribox” è un progetto nato dalla partnership fra Agia – Associazione Giovani imprenditori agricoliCia e il Gruppo Unipol che consentirà, attraverso le informazioni registrate e trasmesse in tempo reale a un centro di controllo, di monitorare le attività svolte sui macchinari utilizzati. In caso di anomalie, quali malesseri dei conduttori, incidenti, furti, smarrimenti attiverà tempestivamente interventi di aiuto e assistenza. Una prima fase dell’iniziativa, a carattere sperimentale, prevede l’installazione della “scatola nera” sui mezzi agricoli di 150 giovani coltivatori Agia-Cia. Una volta rodato il meccanismo, “Agribox” verrà offerto agli imprenditori e ai conduttori di macchine agricole che ne faranno richiesta nell’ambito delle polizze assicurative emesse da UnipolSai.

In particolare, la sensoristica di cui dispone “Agribox”, che comprende rilevatori di pendenze, georeferenzazione dei mezzi, rilevatori di fumo/fuoco, abilita al migliore utilizzo delle attrezzature impiegate. Inoltre, potrà rilevare anomalie del mezzo, evitando così rischi di fermo in momenti particolarmente critici per la produttività.

Paola Carrea, direttore generale di Alfa Evolution Technology, la società del Gruppo Unipol specializzata nell’innovazione digitale applicata alla mobilità e che gestisce il sistema delle “scatole nere”, spiega che “Il progetto “Agribox” è maturato dall’esperienza Unipol nell’automotive, associando sia quanto si fa in ambienti particolarmente controllabili (ad esempio, un circuito di F1) sia quanto si fa su strada (concetto di connected car dove la connettività del veicolo è garantita dalla telematica ovvero dal telefono e dal sistema di localizzazione GPS/Glonass/Galileo). Il mondo dell’agricoltura, per eccellenza, coniuga questi due ambienti: attraverso la loro integrazione è possibile garantire servizi di connettività basati su “smart sensor” capaci di monitorare le condizioni dell’area di lavoro e – da remoto – lo stato del mezzo, la sua posizione, intervenire in caso di necessità di soccorso ed assistenza”.