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Strade sempre più pericolose per i bambini: in aumento le vittime

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    Nel 2014, in Italia, 65 bambini (+25% rispetto al 2013) sono morti in incidenti stradali. I sinistri sono stati 997 e i feriti 1.256.

    traffico e biciclette
    L’insicurezza stradale non ha età e per i minori, dai 0 ai 13 anni, il 2014 è stato un anno vissuto pericolosamente. Infatti nel 2014 si sono verificati 997 incidenti gravi nei quali hanno perso la vita 65 bambini e 1.256 sono rimasti feriti. E’ questo il quadro che emerge dai dati dell’Osservatorio Asaps – Associazione sostenitori ed amici della Polizia stradale che monitora costantemente la sicurezza sulle strade.

    Cifre allarmanti perché si tratta di un’impennata del 25% rispetto al 2013 quando le vittime furono 52. Ed un aumento anche rispetto ai 60 decessi del 2012.

    Anche per i minori le città presentano molte insidie per quanto riguarda la sicurezza stradale. Infatti il maggior numero degli incidenti (51%) continua a verificarsi nei centri urbani con 506 sinistri nei quali – oltre ai 553 feriti (44%) – hanno perso la vita 26 bambini, cioè il 40% del totale: una percentuale in aumento se paragonata al 33% del 2013 quando furono 17 a morire sulle strade cittadine.

    343 incidenti si sono verificati sulle statali e provinciali (pari al 34,4%) con 32 morti e 493 feriti; e 56 incidenti sono avvenuti sulla rete autostradale (11%) con 7 decessi e 85 feriti.

    Il report dell’Asaps rileva, tra l’altro, che 33 vittime erano trasportate in auto, 4 travolti in sella alla loro bicicletta e 25 mentre camminavano per strada (18 nel 2013). Da segnalare, inoltre, che 78 sinistri si sono verificati nelle vicinanze delle scuole e 15 hanno coinvolto direttamente uno scuolabus.

    La distribuzione geografica vede Lombardia (229), Emilia-Romagna (103) e Veneto (97) ai primi posti per i sinistri verificatisi; mentre per il numero delle vittime l’Emilia-Romagna è tragicamente ad aggiudicarsi questo triste primato con 12 casi, triplicando la cifra del 2013 quando ci furono 4 decessi. Seguono la Lombardia e la Campania, rispettivamente con 8 e 7 casi.

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