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Una settimana per la sicurezza stradale dei minori

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    Dal 4 al 10 maggio, l’ONU dedica la Settimana Mondiale della Sicurezza stradale ai giovanissimi. Sette giorni per sensibilizzare i governi di tutto il mondo ad intervenire concretamente per contrastare un fenomeno che provoca oltre 182.000 vittime all'anno

    ipotesi 1Sette giorni, a partire dal 4 maggio, per la sicurezza stradale dei giovani e giovanissimi. È quello che intende fare l’ONU dedicando la Settimana Mondiale della Sicurezza stradale ai minori. Tutte le iniziative sono consultabili collegandosi a www.savekidslives2015.org.

    Un tema che da qualche anno ha conquistato l’attenzione anche dei media, ma che non sempre registra dati aggiornati utili per contrastare questo drammatico fenomeno che, secondo l’ONU, ogni giorno uccide 500 ragazzi e ragazze che hanno meno di 17 anni: complessivamente oltre 182.000 vittime all’anno.

    Anche in Italia la situazione presenta un quadro allarmante. Come sempre è Asaps che fornisce il quadro più preciso con il proprio Osservatorio: il 2014 è stato un anno nero per i bambini (dai 0 ai 13 anni) sulle strade con 65 morti, ben 13 in più rispetto all’anno precedente, e 5 rispetto al 2012.

    Questi numeri sono abbastanza in linea con quelli registrati in altri Paesi occidentali, a testimonianza del fatto che la mortalità dei minori sulle strade non è tanto o solo un problema italiano, ma un fenomeno ancora troppo frequente ovunqueNel Regno Unito, ad esempio, 60 minori con meno di 15 anni sono morti a causa di incidenti stradali nel solo 2011. Nella maggioranza dei casi si è trattato di pedoni investiti (33), ma tutto sommato le ripartizioni delle varie tipologie di incidenti sono abbastanza simili a quelle divulgate di recente da Asaps. Nello stesso anno, il Dipartimento dei Trasporti britannico ha censito anche 2.352 ferimenti gravi occorsi ai minori a causa di incidenti stradali, una cifra davvero altissima, per quanto comunque in diminuzione del 20% rispetto al quadriennio 2005-2009.

    Allargando lo sguardo all’intero continente, Federazione Russa compresa, il bilancio della mortalità infantile sulle strade si fa ancora più negativo. In un report della Organizzazione Mondiale della Sanità pubblicato nel 2008 (che rappresenta ancora il punto di riferimento statistico più aggiornato) nel solo 2004 si contavano 16.400 morti di bambini e adolescenti sotto i 20 anni, a causa di incidenti stradali. Segno inequivocabile che se in Paesi come l’Italia o il Regno Unito si paga un tributo già di per sé molto pesante, altrove, e specie nei Paesi più poveri, la situazione è ancora più grave. Un dato su tutti rende evidenti queste differenze: il divario tra la Svezia, dove nel 2004 il tasso di mortalità dei minori su strada era di 3.3 persone su 100.000, e la Russia, dove lo stesso tasso raggiungeva un picco di 10.7 morti ogni 100.000 casi.

    Il rapporto Oms-Unicef dice anche che fra le cinque principali cause di morte e di inabilità per giovani dai 10 ai 19 anni, la prima è rappresentata dagli incidenti stradali, e indica gli interventi di prevenzione efficaci quali: l’uso delle cinture di sicurezza e dei caschi di protezione, l’attraversamento sulle strisce pedonali, l’obbligo dei fari accesi per le auto anche durante il giorno, il rispetto dei limiti di velocità, il divieto di guida dopo l’assunzione di alcol e l’introduzione di patenti a punti che limitino i privilegi per i nuovi guidatori. Si potrebbe aggiungere: il divieto di usare il cellulare durante la guida.