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In dieci anni in Europa 8.000 piccole vittime della strada

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Più della metà erano in auto, un terzo a piedi e il 13% in bici: il nuovo allarmante report dell’European Transport Safety Council (ETSC)

Nell’Unione Europea, più di 8.000 bambini di età compresa tra 0 e 14 anni sono morti in incidenti stradali negli ultimi dieci anni. Questo il dato impressionante sulle piccole vittime della strada contenuto nel report (2006-2017) appena pubblicato dall’ETSC, l’European Transport Safety Council.

Lo studio evidenzia che la metà dei bambini rimasti uccisi sulla strada era un passeggero in auto, 1 su 3 era un pedone e il 13% si trovava in bicicletta. Quasi l’8% del totale dei bambini minori di 14 anni che hanno perso la vita negli ultimi dieci anni in Europa è rimasto vittima di incidenti stradali.

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I dati dell’ETSC mostrano che la Svezia ha il tasso più basso di decessi infantili su strada nell’Unione europea. All’opposto, i bambini in Romania hanno sette volte più probabilità di morire in un incidente stradale rispetto ai loro pari età in Svezia.

E in Italia?

Nel nostro Paese (dati ACI-Istat) nel 2016 sono deceduti per incidenti stradali 49 bambini tra i 0 e i 14 anni, mentre 11.844 sono rimasti feriti, con un tasso di rischio di mortalità per questa fascia d’età che si attesta in Italia a 6 morti per ogni milione di abitanti (il tasso medio dell’Unione Europea a 27 Paesi è 8). Rispetto al 2010, quando sulle nostre strade morirono 69 minori di 14 anni e ne rimasero feriti 12.766, i dati sono migliorati ma il percorso per ridurre la vulnerabilità di questi piccoli utenti della strada è ancora lungo.

I dati dell’European Transport Safety Council su questa classe di età, che fanno seguito a quelli altrettanto allarmanti sulle morti per incidenti stradali causate dall’alcol, arrivano accompagnati dalla notizia che la Commissione Europea entro l’estate dovrebbe annunciare un tanto atteso aggiornamento delle norme sulla sicurezza dei veicoli, quasi un decennio dopo l’ultimo aggiornamento e soprattutto dopo i primi dati allarmanti sull’incidentalità stradale nel 2017 e nei primi mesi del 2018, nel nostro Paese (circa +7% vittime nel primo semestre 2017, secondo una stima preliminare di ACI-Istat) così come nel resto dell’UE. Dati che allontanano sempre di più l’obiettivo europeo di dimezzamento delle vittime di incidenti stradali entro il 2020.

Come intervenire?

Focalizzandosi in particolare sulla sicurezza stradale dei più piccoli, l’ETSC in questo report non si limita a raccogliere i dati ma suggerisce possibili misure per la loro sicurezza. In tema di riduzione della velocità sulle strade, in particolare, chiede agli Stati membri dell’UE di introdurre più zone 30 (aree urbane dove il limite di velocità è di 30 chilometri orari invece dei consueti 50) in luoghi con elevati livelli di ciclabilità e nei pressi delle scuole.

Il monito per i Paesi dell’UE, inoltre, è di far adottare alle case automobilistiche le nuove tecnologie sulla sicurezza dei veicoli, come l’Intelligent Speed ​​Assistance (ISA) e l’Automating Emergency Braking (AEB) in grado di rilevare pedoni e ciclisti. L’auspicio dell’ETSC è che questi siano montati di serie su tutte le nuove automobili.

Infatti, come ha dichiarato Antonio Avenoso, direttore esecutivo dell’ETSC: “Le nuove tecnologie per la sicurezza dei veicoli saranno importanti per la salvaguardia della vita dei più piccoli, così come lo sono le cinture di sicurezza. Ma il vero cambiamento arriverà solo quando, proprio come con le cinture di sicurezza, queste tecnologie saranno montate di serie su tutti i veicoli e non come optional di pochi modelli”.

E a proposito di mobilità del futuro, “le auto a guida autonoma – continua Avenoso – potrebbero risolvere il problema della sicurezza sulle strade. Ma per far sì che questo avvenga potrebbero volerci decenni. Nel frattempo esiste il grave rischio che i governi ignorino gli enormi vantaggi in termini di sicurezza che possono essere ottenuti installando sui veicoli sin da subito sistemi di assistenza alla guida comprovati“.

Il report si sofferma poi sul problema dei seggiolini per bambini sulle auto, spesso assenti, inadeguati o installati in modo errato. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, i seggiolini, se utilizzati correttamente, possono ridurre fino all’80% il rischio di morte su strada dei bambini. L’ETSC si auspica un miglioramento della cultura sul tema e un incentivazione all’acquisto di questi sistemi con – ad esempio – la riduzione dell’IVA, ammissibile ai sensi della legislazione dell’UE ma finora messa in atto solo da Croazia, Cipro, Polonia, Portogallo e Regno Unito.

Clicca qui per visualizzare il report completo
Clicca qui per visualizzare il briefing ETSC sulla revisione degli standard minimi di sicurezza dei veicoli dell’UE

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