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In Europa nel 2018 meno morti sulle strade

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Le vittime calano dell’1% rispetto al 2017 e del 21% rispetto al 2010: sono molto lontani gli obiettivi fissati. Pubblicati dalla Commissione Europea i primi dati provvisori sulle vittime di incidenti stradali

incidenti stradali_ueUn po’ di luce…ma in lontananza!

I primi dati preliminari dell’UE ci dicono che nel 2018 i morti in incidenti stradali sono stati 25.100 con un calo dell’1% rispetto al 2017 e del 21% rispetto al 2010….bene ma siamo molto distanti dall’obiettivo del 2020, ovvero - 50% delle vittime tra il 2010 e il 2020. Ancora più lontano poi l’obiettivo della cosiddetta Visione Zero del 2050: zero morti sulle strade.

A fare questa fotografia in bianco e nero, e con molti grigi, è la Commissione Europea che completa il quadro indicando con precisione le migliori e le peggiori performance per quanto riguarda la mortalità stradale, che a livello comunitario ha una media di 49 morti ogni milione di abitanti. Da questo punto di vista l’Italia sembra migliorare rispetto al 2017 (anno assai critico) con una mortalità che cala del 2% passando da 56 a 55: un piccolo segnale per il quale la conferma o meno arriverà nel prossimo luglio quando saranno pubblicati i rilevamenti definitivi di ACI – ISTAT, dopo i primi dati provvisori pubblicati lo scorso dicembre.

Più bravi di noi in Europa sono stati il Regno Unito (28 morti/milione di abitanti), la Danimarca (30/milione), l’Irlanda (31/milione) e la Svezia (32/milione). I Paesi con una diminuzione dei decessi stradali superiore alla media, tra il 2017 e il 2018, sono stati la Slovenia (-13%), la Lituania (-11%), la Bulgaria (-9%) e la Slovacchia e Cipro (entrambi -8%). Mentre i Paesi con il più alto tasso di mortalità sono stati la Romania (96/milione), la Bulgaria (88/milione), la Lettonia (78/milione) e la Croazia (77/milione).

Secondo la Commissione, che ancora non dà le cifre del fenomeno in maniera dettagliata, ancora una volta a pagare il prezzo più elevato sono gli utenti della strada vulnerabili: pedoni, ciclisti, motociclisti e anziani, in particolare nelle aree urbane. Un aspetto che il progetto sicurstrada di Fondazione Unipolis ha analizzato a fondo nello studio “Cambiamo strade”.

Inoltre, la Commissione indica i prossimi passi da compiere. In particolare nel quadro della politica di sicurezza stradale per il 2021-2030 e nel piano d’azione strategico sulla sicurezza stradale, entrambi pubblicati nel maggio 2018 nell’ambito del pacchetto “Europa in movimento“, viene confermato l’obiettivo a lungo termine dell’UE di avvicinarsi a zero decessi e gravi feriti nel trasporto su strada entro il 2050. I nuovi obiettivi intermedi, che rispondono alla Dichiarazione di La Valletta del 2017 da parte dei ministri dei trasporti, sono quelli di ridurre del 50% il numero di vittime della strada tra il 2020 e il 2030 e di dimezzare il numero di feriti gravi nello stesso periodo.

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