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Incidenti stradali: in Europa calano le vittime, in Italia +3%

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25.300 persone hanno perso la vita sulle strade europee nel 2017, Italia in controtendenza. L’obiettivo Ue del dimezzamento dei morti al 2020 appare irraggiungibile

In anticipo rispetto ai singoli Paesi, la Commissione Europea pubblica i primi dati sulla sicurezza stradale nell’Unione. E le notizie per l’Italia non sono confortanti. Infatti, mentre continua a migliorare la sicurezza stradale in Europa, che ha registrato un calo del 2% degli incidenti mortali nel 2017, in Italia salgono registrando un +3% (2016-2017). In pratica muoiono 56 persone per ogni milione di abitanti in seguito a incidenti stradali, più della media Ue (49), e in crescita rispetto ai 54 dell’anno precedente. All’interno dell’Unione Europea, Svezia (25 morti per milione di abitanti), Regno Unito (27), Paesi Bassi (31) e Danimarca (32) hanno registrato i migliori risultati. Rispetto al 2016, Estonia e Slovenia hanno riportato il più grande calo di vittime con rispettivamente -32% e -20%.

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Il numero assoluto di vittime continua però a rimanere alto: 25.300 persone hanno perso la vita sulle strade dell’Ue, ovvero 300 in meno rispetto al 2016 e 6.200 in meno rispetto al 2010 (-20%), mentre in Italia diminuiscono del 18%. Parallelamente sono stati 135.000 i feriti gravi. Dati che mostrano come sia lontano l’obiettivo del dimezzamento delle vittime entro il 2020! Una situazione che ha un costo socio-economico stimato in 120 miliardi di euro all’anno.

Nell’Ue il 55% dei decessi per incidenti avviene su strade rurali, il 37% in strade urbane e l’8% sulle autostrade.

Per quanto riguarda i cittadini più vulnerabili, pedoni e due ruote, nel 2017 hanno costituito quasi la metà delle vittime: il 21% dei morti erano pedoni, il 25% conducenti di veicoli a due ruote (14% motociclisti, 8% ciclisti e 3% scooteristi o in motorino). Il numero dei morti  tra i pedoni e di ciclisti è calato meno velocemente che altre categorie, rispettivamente del 15% e del 2% dal 2010 al 2016, a fronte del 20% complessivo.

Il dato europeo è positivo – ha affermato la Commissaria ai Trasporti Violeta Bulcè però inaccettabile il numero dei morti, sul quale dobbiamo agire. La Commissione europea sta lavorando a una serie di misure concrete che saranno annunciate nelle prossime settimane“.

Più critico l’ETSC (European Transport Safety Council) che chiede “norme più sicure per i veicoli, come l’installazione obbligatoria di dispositivi di frenata di emergenza automatica (AEB) e Intelligent Speed Assistance (ISA); migliori norme di sicurezza delle infrastrutture e un solido quadro per il lancio sicuro della guida automatizzata entro settimane e non mesi. È anche tempo di vedere – continua l’ETSC – un nuovo piano a lungo termine per il prossimo decennio con una chiara strategia per dimezzare il numero di persone che muoiono o che sono seriamente ferite sulle nostre strade ogni settimana”.

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