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Crescono le vittime sulle strade italiane

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Nel primo semestre 2017, secondo i dati ACI-Istat, sono state 1.623 le vittime in incidenti stradali: una crescita del numero compresa tra il 6,7 e l'8,2%

Ci risiamo! Dopo un anno nel quale il numero delle vittime in incidenti stradali avevano ripreso a diminuire – seguendo un trend inaugurato nel 2001 e interrotto solo nell’anno horribilis del 2015, le stime preliminari di ACI–Istat confermano che nel periodo gennaio/giugno 2017 – rispetto allo stesso periodo del 2016 – i morti tornano a crescere, con incrementi compresi tra il 6,7 e l’8,2%. Pur a fronte di una riduzione sia del numero di incidenti stradali sia di quello dei feriti, con flessioni in media del 4 e 5%.

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Nello specifico, la stima preliminare dei morti entro il trentesimo giorno è pari a 1.623 e quella dei feriti è pari a 116.137. Mentre gli incidenti stradali con lesioni a persone in Italia sono stati 82.525.

Su autostrade e strade extraurbane gli aumenti più significativi. Infatti, secondo i dati della Polizia Stradale, si registra un consistente aumento del numero delle vittime sulle autostrade: da 117 morti registrati nel primo semestre 2016 a 149 nello stesso periodo del 2017 (+27,4%). Così come, sulle strade extraurbane – considerando tutti gli organi di rilevazione – si registra un aumento delle vittime compreso tra l’11 e il 12%.

In crescita anche l’indice di mortalità, che passa da 1,8% a 2% (rapporto tra il numero dei morti e il numero degli incidenti con lesioni a persone moltiplicato 100).

Interessanti sono anche i dati riguardanti le prime iscrizioni di autovetture, aumentate dell’8,6%, e le percorrenze medie annue sulle autostrade in concessione, cresciute nel primo semestre 2017, rispetto allo stesso periodo 2016, del 2,7% per i veicoli leggeri e del 3,6% per i veicoli pesanti.

Rispetto agli obiettivi europei (dimezzamento delle vittime tra il 2010 e il 2020), nei primi sei mesi dell’anno, con riferimento agli anni di benchmark per le decadi sulla sicurezza stradale, il numero di morti scende mediamente del 17-18% rispetto al primo semestre 2010 (del 50-51% nel confronto con lo stesso periodo del 2000). Questi primi dati allontanano ulteriormente l’obiettivo europeo.