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La mobilità sostenibile in Italia

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    Ancora Parma e Milano ai primi posti, con Venezia in terza posizione. La fotografia del dodicesimo Rapporto di Euromobility

    Poche novità e non tutte positive quelle che emergono dal dodicesimo Rapporto “Mobilità sostenibile in Italia: indagine sulle principali 50 città”, che Euromobility ha elaborato con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare. Una ricerca attesa ogni anno per conoscere da vicino tutti i capoluoghi di Regione, i due capoluoghi delle Province autonome e i capoluoghi di Provincia con una popolazione superiore ai 100.000 abitanti.

    Per il 2017, il successo più significativo lo ottiene Parma che si conferma al primo posto, insieme a Milano (seconda come nel 2016). Mentre Venezia si piazza al terzo posto spodestando Torino, che scende in sesta posizione.

    La città emiliana, con l’approvazione del piano urbano della mobilità sostenibile (PUMS), l’attuazione del “collegato ambientale” e con la partecipazione a diversi progetti europei, sta realizzando una mobilità caratterizzata da mezzi pubblici efficienti ed ecologici, car sharing, piste ciclabili e pedonali, zone a traffico limitato.

    La graduatoria segnala inoltre come Cagliari, al settimo posto, sia l’unica città del sud nella “top ten”, dove spicca Brescia al quarto posto, seguita da Padova. Completano le prime dieci posizioni Bologna, Verona e Modena. Roma, che nel 2016 era quindicesima, perde posizioni e si attesta soltanto al ventitreesimo posto. In fondo alla classifica della mobilità sostenibile Catanzaro, poco più su Potenza e Campobasso, a conferma che anche nel campo della mobilità sostenibile l’Italia è quanto mai a due velocità!

    Altre conferme non positive arrivano dal Rapporto.

    Il Rapporto segnala che continua ad aumentare (+0,8%) il tasso di motorizzazione nelle principali 50 città italiane, (si attesta al 59,3%, in linea con il dato nazionale, che fa registrare un incremento ancora superiore, dell’1,2%) anche se aumenta il numero di veicoli a basso impatto, soprattutto GPL, che raggiungono complessivamente il 9,46% del parco nazionale circolante, e quelli ibridi ed elettrici che aumentano del 45%. Al palo i veicoli a metano (2,49%).

    Si inverte di nuovo il trend per la qualità dell’aria che, dopo il netto miglioramento del 2016 causato da condizioni meteorologiche favorevoli, torna a far registrare un leggero peggioramento: 20 città rispettano tutti i limiti di normativa, contro le 23 del 2016.

    Luci e ombre per la mobilità condivisa. Al palo i servizi convenzionali, cioè quelli in cui l’utente preleva e riconsegna i veicoli in parcheggi ben definiti, in espansione (con qualche eccezione) quelli “a flusso libero”, in cui il prelievo e la riconsegna possono avvenire in qualsiasi punto all’interno dell’area prevista dal servizio.