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Rilassante, veloce ed economico: con l’occhio al portafogli, gli italiani preferiscono il treno

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    Per il 59% dei cittadini intervistati dall’Osservatorio Linear, viaggiare su rotaia è la scelta migliore se si tengono in considerazione le spese. Seguono l’aereo (58%) e a lunga distanza l’automobile (12%). Ma per i pendolari la situazione resta critica.

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    È vero che le 4 ruote restano il grande amore, come conferma il 63% di italiani che nel maggio 2013 le consideravano il mezzo di trasporto preferito per le proprie vacanze. Ma allo stesso modo è vero che, complice la crisi, il treno diventa un mezzo molto più appetibile. E una volta in carrozza, si scopre anche quanto sia comodo, piacevole e rilassante. È quanto emerge da un recente sondaggio condotto dall’Osservatorio Linear dei Servizi – l’assicurazione on linedel Gruppo Unipol – che attesta al 59% la quota di coloro che, dopo qualche valutazione economica, dichiarano di considerare il treno come il mezzo di trasporto preferito, mentre l’aereo segue a ruota col 58% delle preferenze, e l’automobile si scopre una volta tanto fanalino di coda, con appena il 12% di irriducibili che continuano a considerarla l’unica opzione percorribile.

    Come se non bastasse, al treno vengono riconosciuti anche una serie di comfort e vantaggi che ne accrescono ulteriormente l’appeal, specie nei confronti del mezzo privato. Chi lo sceglie loda infatti il relax che deriva dal non essere alla guida (43%), la velocità (34%) e, particolare tutt’altro che irrilevante, il fatto che permette di compiere numerose attività, compreso lavorare (27%), nell’attesa di arrivare a destinazione. Ma oltre a lavorare, cosa fanno gli italiani seduti in carrozza? Dall’indagine emerge un profilo decisamente “multitasking”: il 57% si dedica alla lettura di un libro, il 46% sfoglia quotidiani e riviste, il 39% ascolta musica e il 28% naviga in Internet.

    Certo, occorre riconoscere che non sempre il rapporto tra gli italiani e i treni è tutto rose e fiori, specie se l’attenzione si sposta dai viaggi di piacere all’utilizzo quotidiano del mezzo per raggiungere l’ufficio. Il Rapporto Pendolari 2013 di Legambiente parla chiaro a riguardo: ogni giorno, 2,9 milioni di persone salgono in carrozza per andare al lavoro, e per la maggior parte di essi comfort e relax sono parole sconosciute, anche e soprattutto in considerazione dei consistenti tagli che hanno interessato la mobilità sulle tratte di media percorrenza negli ultimi anni. Dal 2009 allo scorso anno, a fronte di un aumento dei passeggeri del 17%, le risorse statali per il trasporto regionale si sono infatti ridotte del 25%, con conseguenze molto negative sia in termini di riduzione dei convogli, e relativi disservizi, sia dal punto di vista dell’aumento dei biglietti. “Su alcune linee – spiega il vicepresidente dell’associazione Edoardo Zanchini – è come se ogni mattina si spostassero tutti gli abitanti di una città come Arezzo o Ancona. Per tutta risposta, negli anni sono state ridotte le corse e chiuse anche molte biglietterie nelle stazioni, a fronte di aumenti delle tariffe non giustificati da alcun miglioramento. È evidente che ci troviamo di fronte a una questione nazionale e a una battaglia di civiltà nell’interesse dei cittadini”. Battaglia che ha anche motivazioni economiche e legate alla sostenibilità, visto che un maggiore utilizzo del treno per recarsi al lavoro potrebbe liberare le città dalle auto e dall’inquinamento e, stando alle stime della Cassa depositi e prestiti, creare un valore aggiunto pari a 17,5 miliardi, e 465mila nuovi posti di lavoro.

    Sempre in quest’ottica vanno interpretate anche le iniziative di mobilitazione con le quali si chiede una maggiore attenzione alla possibilità di salire in treno con la bici. A partire dal 2001, la Federazione Italiana Amici della Bicicletta (FIAB) organizza annualmente la Giornata Nazionale Bicintreno, con iniziative in tutto il Paese per sensibilizzare le istituzioni centrali, le regioni e gli operatori del settore sulla necessità di creare condizioni migliori per quanti vogliano sfruttare questa soluzione di mobilità integrata. Nel 2014 la Giornata è stata promossa il 21 aprile, in concomitanza con la Pasquetta, e Trenitalia ha aderito all’iniziativa consentendo il trasporto gratuito delle biciclette su tutti i convogli in circolazione. Un piccolo segnale d’attenzione, accolto positivamente dalla FIAB, che non ha mancato però di sottolineare come il binomio bici+treno non possa essere celebrato solo una volta all’anno, ma debba quanto prima divenire una abitudine quotidiana per centinaia di migliaia di italiani. Per questo, in occasione della Giornata è stata lanciata la campagna #bicintrenotuttigiorni, promossa anche sui social media e in particolar modo su Twitter, con l’intento di chiedere un maggiore impegno sull’argomento. “Vogliamo sensibilizzare Trenitalia, e prima ancora le Regioni titolari del contratto di servizio – ha affermato la Presidente di FIAB Giulietta Pagliaccio – ad inserire, fra le norme che disciplinano tale rapporto con i vettori del servizio ferroviario, un preciso riferimento all’aumento dei posti bicicletta in tutti i nuovi mezzi e in quelli rinnovati da acquistare nei mesi a venire“. Nell’attesa che ciò avvenga, una buona notizia arriva intanto dal legislatore. Un nuovo decreto stabilisce infatti che le imprese ferroviarie dovranno pagare una sanzione se non riusciranno a garantire il trasporto delle bici a bordo secondo quanto previsto dal Regolamento europeo sui diritti e gli obblighi dei passeggeri ferroviari. Buon per i pendolari, che forse potranno avere maggiori possibilità di coniugare treno e bici per recarsi al lavoro, ma anche per chi potrebbe scegliere di andare in gita o in vacanza sfruttando questa doppia opzione.

    Rimanendo in tema di turismo, colpisce infine il fatto che l’Italia sia praticamente assente dalla lista dei Paesi che hanno deciso di puntare su determinate tratte ferroviarie per attrarre nuovi visitatori. Fatta eccezione per il Trenino Rosso del Bernina, che corre però solo in territorio svizzero se si esclude il capolinea valtellinese di Tirano, nel nostro Paese al momento non c’è niente di paragonabile a linee suggestive e cariche di fascino come l’intramontabile Orient Express, la scozzese The Royal Scotsman, il Danube Express o, per tornare in Svizzera e rimanere alla sola Europa, il Glacier Express. Tale e tante la crescita di attenzione per questi percorsi su rotaia, che nel 2009 la tv pubblica norvegese ha realizzato un documentario, con tanto di video integrale di 7 ore, per pubblicizzare la tratta Oslo-Bergen, inaugurata nel 1909 e da allora tra i fiori all’occhiello delle attrazioni nazionali. Più di un milione gli spettatori, in un Paese popolato da 5 milioni di abitanti, che ne hanno guardato almeno uno spezzone la sera della prima visione. Senza contare quanti lo hanno visto successivamente on line e ne hanno parlato poi sui social media e in particolar modo su Twitter. Segno che il treno non solo è un mezzo rispettoso dell’ambiente e potenzialmente più comodo, ma può generare anche audience e relativi introiti. Un’altra ottima notizia per chi è in cerca di idee sostenibili come leva per la crescita e la ripresa economica.

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