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La mobilità condivisa in Italia

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Oltre 13.000 biciclette e quasi 6.000 auto disponibili per i servizi di sharing. Milano al primo posto. I dati della prima Conferenza Nazionale della Sharing Mobility

sharingmobility2-sicurstradaLa mobilità condivisa sta conquistando l’Italia. Infatti, sono oltre 13.000 biciclette offerte in bike sharing in 200 Comuni e 5.764 auto in car sharing per 700.000 utenti nelle due formule free floating (l’auto che si preleva e lascia ovunque) e station based (si preleva e lascia in appositi spazi).

I dati arrivano dalla Conferenza della Sharing Mobility organizzata dall’Osservatorio Nazionale della Sharing Mobility promosso dal Ministero dell’Ambiente e dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile. Milano è il capoluogo che primeggia con il 34% dei 5.764 veicoli in car sharing (rilevamento fatto a luglio) con 370.000 iscritti, seguita da Roma (il 26% dei veicoli e 220.000 utenti), Torino (16% dei veicoli) e Firenze (11%). L’analisi traccia un profilo non omogeneo: dodici città metropolitane dispongono tutte di almeno un servizio di car sharing, che tuttavia non è ancora presente in due aree metropolitane come Reggio Calabria e Messina. Complessivamente sono solo 29 sui 118 totali i capoluoghi provincia in cui è presente almeno un servizio di car sharing: ventuno si trovano nell’Italia Settentrionale, tre nel Centro e cinque al Sud.
Dati che arricchiscono il quadro della sicurezza stradale in Italia dove – come dice il Rapporto Aci-Istat – nel 2015 la mortalità a causa di incidenti su strade urbane è in lieve diminuzione nelle città (-0,2%), mentre nei grandi Comuni il numero di morti è aumentato dell’8,6%. Differenze che si registrano anche per quanto riguarda il bike sharing: al Nord il 64% dei servizi (con l’81% delle bici condivise) al Centro il 14% e il 22% al Sud. Interessante rilevare che dal Rapporto emerge come l’Italia sia il Paese europeo in cui la diffusione, in termini di numero di servizi attivi, è più alta. Ad esempio, in Francia, dove il bike sharing ha avuto un grande successo di pubblico, i servizi attivi non superano le 40 città.

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