È quello che emerge dai dati presentati da Aci e Istat sugli incidenti stradali nel 2010. Il rapporto evidenzia come nel 2010 sono stati registrati in Italia 211.404 incidenti stradali con lesioni a persone. Il numero dei morti è stato pari a 4.090, quello dei feriti ammonta a 302.735. Rispetto al 2009, si riscontra una leggera diminuzione del numero degli incidenti (-1,9%) e dei feriti (-1,5%) e un calo più consistente del numero dei morti (-3,5%). Ma i dati esaltanti del 2009, quando il calo dei morti sulle strade segnò la doppia cifra -10,1%, non ci sono più.
Analizzando i dati in dettaglio si nota come il giovedì e il venerdì sono i giorni della settimana in cui si concentrano il maggior numero di incidenti (31.927 e 33.570 pari a 15,1% e 15,9% del totale) e di feriti (43.765 e 46.677 pari a 14,5 e 15,4% del totale), ma è la domenica il giorno in cui l’indice di mortalità presenta il valore massimo (3,1 morti ogni 100 incidenti), seguito dal sabato (2,4%). L’indice di mortalità scende all’1,6% il martedì e giovedì e raggiunge valori compresi tra 1,7 e 1,8% nei restanti giorni.
Di notte si verificano meno incidenti ma più pericolosi e i week-end restano fortemente a rischio. Dei tanti morti in incidenti stradali nel 2010, 3.249 sono maschi e 841 femmine. I giovani “under 25” sono i più colpiti. Per le donne, vi è una maggior frequenza in corrispondenza delle età più avanzate, attribuibile al maggior coinvolgimento in incidenti stradali come pedoni.
Il maggior numero di incidenti, morti e feriti si verifica sulle strade urbane (75,7% del totale), ma quelli più gravi avvengono sulle extraurbane. Più sicure le autostrade, anche se è in crescita il numero dei morti. Tra i grandi Comuni, Verona, Palermo, Catania e Venezia presentano l’indice di mortalità più elevato; Bari e Milano il più basso.

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