‘Save our cyclists’: in Gran Bretagna campagna a tutela dei ciclisti

‘Save our cyclists’ ‘Salvate i nostri ciclisti’. Con questo appello, il Times nei giorni scorsi ha aperto l’edizione cartacea del quotidiano. Un grido d’allarme che è servito per lanciare la campagna “Cities fit for Cycling” - città a misura di bici - per chiedere al governo britannico maggiori tutele a favore dei ciclisti.           

 

La campagna è nata a seguito di un incidente che ha coinvolto, Mary Bowers, giornalista del quotidiano britannico investita in bici proprio mentre si recava a lavoro,  è articolata in un manifesto di otto punti in cui si chiedono alle città britanniche politiche per il sostegno alla ciclabilità e alla difesa dell’utenza debole.  Tra essi l’istituzione delle ‘zone 30’, cioè la riduzione del limite di velocità, nei centri residenziali; l’attribuzione del 2% del budget dell’agenzia per le strade (l’equivalente dell’ANAS italiana) alla realizzazione di piste ciclabili di nuova generazione; la realizzazione di corsi di formazione per ciclisti e automobilisti e la nomina in ogni città di un commissario cittadino che si occupi dell’attuazione di riforme a sostegno della ciclabilità.

 

L’iniziativa nel giro di pochi giorni ha avuto il sostegno del campione del mondo 2011 di ciclismo su strada Mark Cavendish ed ha avuto inoltre l’appoggio dei sei campioni olimpici inglesi di ciclismo: Bradley Wiggins, Rebecca Romero, Chris Boardman, Victoria Pendleton, Chris Hoy e Nicole Cooke.

 

Il problema della sicurezza delle utenze deboli è assai rilevante anche in Italia: nel solo 2010, ha evidenziato l’Istat, i ciclisti morti sono stati 263, i feriti 14.452; sempre nello stesso anno 614 pedoni hanno perso la vita ed altri 21.357 sono rimasti feriti. Proprio a fronte dell’estrema gravità del fenomeno che colpisce gli utenti deboli della strada, la Fondazione Unipolis, con il suo progetto Sicurstrada, a partire dal 2011 ha avviato una serie di attività volte a sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della mobilità sostenibile nel più ampio contesto della sicurezza stradale.

 

La condizione per favorire una maggiore sicurezza alle persone che ogni giorno viaggiano o percorrono le strade, è quella di riorganizzare le città – dove oggi si verifica il 75% degli incidenti – per renderle più vivibili e a misura d’uomo. Pedoni e ciclisti, infatti, non possono essere considerati un intralcio ma, al contrario, un contributo importante per favorire una maggiore sostenibilità ambientale e sociale dei centri urbani.

 

 

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