Troppi ciclisti e pedoni, vittime della strada a Milano

L’incidente di domenica sera che è costato la vita al giovane ciclista Giacomo Scalmani non è un caso isolato. Il piccolo dodicenne, travolto dal tram mentre cercava di evitare lo sportello aperto di un’auto in seconda fila, è solo l’ennesima vittima delle strade milanesi. Mentre in tutta Italia cala il numero complessivo degli incidenti stradali, non si può dire la stessa cosa del numero degli utenti deboli della strada morti. E Milano è tra le città in cui il rischio è più alto.

 

Secondo gli ultimi dati,  presentati il 14 ottobre scorso, dall’Osservatorio Utenze Deboli, il centro di ricerca sulla sicurezza stradale patrocinato dalla Provincia e dal Comune di Milano, a fronte di un miglioramento della sicurezza stradale di chi è alla guida, a Milano aumenta il numero di vittime tra i soggetti considerati deboli: pedoni, ciclisti e motociclisti.  Nel confronto tra 2009 e 2010 si sono registrati 4 morti in più a Milano città di cui 3 nelle utenze deboli. 

 

In particolare, i pedoni rappresentano il 36% (21 morti) delle vittime sulle strade di Milano. Oltre la metà delle vittime ha più di 65 anni. Nel 45% dei casi gli incidenti nel Comune avvengono lungo tratti stradali rettilinei e nel 25% dei casi nel mezzo di incroci con presenza di vigili o semafori. Tra i 7 ciclisti morti nel 2010 (+133% rispetto al 2009) la fascia di età over 65 si conferma come quella maggiormente a rischio. A Milano il 45% di chi si muove sulle due ruote si procura l’incidente da solo e ciò dimostra come la viabilità meneghina non sia ancora favorevole all’uso delle bici. L’unico dato positivo a Milano lo si ha nella riduzione del numero di vittime tra i motociclisti (-12%)  nel 2010.

 

Scarica l'indagine 2010

 

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