Home Contest "La sicurezza si fa strada" Occhio alla strada, occhio alla vita

Occhio alla strada, occhio alla vita

Testo di Mattia Bonanno e Andrea Miglio, sedicenni della provincia di Brescia, vincitori del terzo premio nella categoria "testi" del contest "La sicurezza si fa strada"

La sicurezza stradale è stato un tema molto discusso negli ultimi anni, è stata persino emanata una legge riguardante gli omicidi stradali.

Ma fermiamoci un attimo. I mezzi stradali dovrebbero essere un fattore da cui trarre vantaggio; se proviamo a soppesare la differenza della durata degli spostamenti da cent’anni a questa parte noteremo un’enorme differenza. Questo perché noi umani siamo alla costante ricerca della perfezione: creiamo un oggetto, lo testiamo e ne ricreiamo un’altra versione migliore, più sicura o più efficiente.

Ma perché nonostante tutti questi miglioramenti continuano a verificarsi incidenti? Tutti gli incidenti avvengono per “colpa” dell’imperfezione dell’uomo: per distrazioni, abusi di alcol, utilizzo di sostanze stupefacenti o sopravvalutazione delle proprie capacità. Anche gli incidenti di causa strutturale sono colpa dell’uomo, perché nemmeno se le vetture si auto-producessero potremmo essere totalmente esterni all’accaduto, in quanto ogni macchina viene progettata e programmata dall’uomo. Quindi finché ci sarà l’uomo ci saranno incidenti; possiamo però cercare di impedirli aumentando le pene per coloro che infrangono il codice della strada mettendosi al volante in condizioni che potrebbero causarli, perché per spezzare una vita non ci vuole nulla.

È perciò nostro dovere, da esseri razionali che siamo, pensare alle possibili conseguenze prima di controllare il telefonino o di compiere volontariamente qualsiasi altro tipo di azione che potrebbe distrarci dalla guida, perché bastano davvero pochi secondi per porre fine alla nostra e ad altrui vite.

Anche i più piccoli gesti che sembrano cose da nulla si rivelano fondamentali in caso di incidente: ad esempio l’allacciare le cinture. Se siete delle mamme che preoccupate disinfettate il taglietto che vostro figlio si è fatto giocando a pallone, ma in macchina non assicurate il seggiolino di vostro figlio al sedile perché “tanto è un viaggio breve”, sappiate che non siete delle mamme responsabili, in quanto state esponendo vostro figlio a rischi enormi consapevolmente, quando basterebbe perdere una manciata di secondi per proteggerlo dagli effetti devastanti che anche un semplice tamponamento può provocare. Per quanto la tecnologia si evolva la sicurezza sulle strade è un’utopia, perché ci sarà sempre qualcuno che si distrarrà o qualcuno che avrà un malore al volante, e di incidenti ne avverranno a migliaia; il compito di evitarli sta a noi persone di tutti i giorni allacciandoci le cinture anche per viaggi molto brevi, riconoscendo se siamo abbastanza lucidi per guidare e riconoscere se non lo siamo, se siamo troppo stanchi o abbastanza in forze, e soprattutto non sopravvalutarci, perché sotto effetto di droghe o in stato di ebbrezza nessuno è in grado di guidare. Perché ogni volta che si è in strada c’è in gioco la nostra vita, ma in primis quelle altrui.

Matteo Bonanno e Andrea Miglio

1Clicca qui per visualizzare tutti i vincitori del contest “La sicurezza si fa strada” di Fondazione Unipolis – progetto Sicurstrada