Home In Evidenza Qualità dell’aria e politiche di mobilità: il rapporto MobilitAria 2018

Qualità dell’aria e politiche di mobilità: il rapporto MobilitAria 2018

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    Luci e ombre nello studio sulle città metropolitane curato da Kyoto Club e CNR

    Occorrono misure strutturali che portino a un trasporto pubblico più verde, una mobilità a basso impatto ambientale con una forte spinta verso i mezzi elettrici o a gas”. Questo è quanto affermato da Nicola Pirrone, Direttore del CNR-IIA (Consiglio Nazionale delle Ricerche – Istituto sull’Inquinamento Atmosferico), nell’ambito della presentazione di “MobilitAria 2018”, il Rapporto curato dal suo Istituto – in collaborazione con Kyoto Club - e presentato lo scorso 16 febbraio in occasione della conferenza “Cambiamenti climatici, politiche di mobilità e qualità dell’aria nelle grandi città italiane”.

    Lo studio ha l’obiettivo di tracciare un quadro dettagliato dell’andamento della qualità dell’aria e della mobilità urbana – che vanno per ovvi motivi di pari passo – nelle 14 Città Metropolitane italiane (Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Roma, Torino e Venezia), nel decennio 2006-2010.

    Il settore della mobilità è uno dei maggiori responsabili per le emissioni di gas climalteranti e va monitorato molto più di quanto sia stato fatto finora - ha sottolineato Catia Bastioli, Presidente di Kyoto Club. Oggi non esiste una raccolta sistematica dei provvedimenti di mobilità e dei dati sulla qualità dell’aria – a partire dalle 14 Città metropolitane – che renda possibile incrociare le statistiche e ragionarne sulle correlazioni. Questo dunque – secondo Kyoto Club e CNR-IIA – è l’obiettivo principale di MobilitAria: rendere lo studio “permanente” ed estendere il lavoro alle nuove Città Metropolitane ed a tutte le città capoluogo”.

    MilanoEntrando nel dettaglio dei risultati, emerge ad esempio che Cagliari e Reggio Calabria sono le città dove per gli spostamenti quotidiani si preferisce di più l’auto (scelta dall’80% di chi si sposta ogni giorno), seguite da Catania e Messina (che sfiorano il 70%). Genova, invece, è la città dove l’auto si usa di meno (33%), seguita da Milano, Venezia, Firenze e Napoli (tutte sotto il 40%). Genova e Firenze si contraddistinguono però per l’utilizzo del ciclomotore (oltre il 20%).

    Nella classifica delle città dove ci si sposta di più a piedi, invece, Napoli occupa la prima posizione, seguita da Venezia, Bari, Palermo e Catania. Proprio la città ai piedi dell’Etna fa registrare nel rapporto il più alto tasso di motorizzazione (684 veicoli ogni 1.000 abitanti), seguita da Cagliari e Torino. Roma ha un tasso di motorizzazione molto elevato (612 veicoli ogni 1.000 abitanti) ma dal 2006 al 2016 è diminuito del 13%.

    In tema di TPL (trasporto pubblico locale) Milano, con un tasso di crescita del 14% rispetto al 2006, ha l’offerta più convincente (scelto dal 38% degli utenti per gli spostamenti quotidiani), seguita da Genova. Le città più deboli sul tema (meno del 10% della ripartizione modale degli spostamenti) sono Catania, Cagliari, Palermo, Messina, Reggio Calabria e Bari.

    Firenze, Venezia Mestre, Milano e Bologna: questa la classifica delle città dove si pedala di più. Tuttavia, nonostante l’aumento generale dei km di piste ciclabili fatto registrare ovunque, in nessuna delle città analizzate, la bicicletta è scelta da più del 10% degli utenti per i propri spostamenti quotidiani.Roma

    Anche ZTL e varchi di controllo crescono ovunque: Milano ha la zona a traffico limitato più estesa, mentre Catania quella meno estesa. Crescono anche le aree pedonali, ma nella maggior parte delle città si aggirano sul limite dei 0,50 mq per abitante, con Reggio Calabria e Genova che presentano le aree meno estese (intorno allo 0,010 mq per abitante).

    La sharing mobility è una delle risposte che le città hanno voluto dare in questi anni in tema di mobilità. Il car sharing a flusso libero (con veicoli elettrici presenti in molte delle flotte) è attivo e funzionante a Milano, Roma, Torino, Firenze e Catania. Ma in molte altre città è presente almeno quello station based, seppur con poche auto. Luci e ombre per il bike sharing, che funziona solo a Milano e Torino, in altre è debole o addirittura non esiste più (come a Roma).

    Dal Rapporto emerge di più che Milano è la città che ha saputo innovare e realizzare in tema di mobilità sostenibile. Ma resta critica la qualità dell’aria e la congestione a scala metropolitana, aspetto comune con le città della pianura padana. Mentre Roma è tra quelle che negli ultimi 10 anni non ha dato adeguato impulso alla mobilità sostenibile e i problemi di qualità dell’aria ed accessibilità ne risentono. Le città del Sud devono invece recuperare terreno per muoversi in modo più sostenibile.

    Il Rapporto fissa anche alcuni obiettivi che andrebbero raggiunti entro il 2025 in Italia:

    - Mobilità pedonale: dal 17% al 25%
    Mobilità ciclabile: dal 3,5% al 10%
    Trasporto collettivo locale (tpl, taxi, carpooling): dal 13,5% al 20%
    Servizi treni regionali e locali: far crescere del 20% gli utenti
    Crescita della sharing mobility: TdM max 50 auto/100 abitanti
    Veicoli elettrici: 30% delle vendite totali

    “Bisogna ripensare la governance delle città in modo globale, a 360 gradi, con un progetto di interventi strutturali che miri a decarbonizzare l’economia, e quindi i sistemi di trasporto e di riscaldamento che rappresentano le due maggiori fonti di inquinamento atmosferico per molte città italiane. Per ridurre l’inquinamento nelle città – ha ribadito Nicola Pirrone – si deve pensare ad un piano nazionale strategico che includa una serie di misure che sono di responsabilità sia di enti locali che su scala nazionale”.

    Foto in home page: “Greetings from the smog – panorama” di Spazillimiti – CCBY2.0 – Flickr Creative Commons