Home Incidenti stradali Sicurezza stradale globale: 1 milione e 250 mila vittime all’anno

Sicurezza stradale globale: 1 milione e 250 mila vittime all’anno

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Cina, India e Brasile ai primi posti. Motociclisti e pedoni rappresentano quasi la metà delle vittime. I dati del terzo “Global status report on road safety”

road 1In attesa del rapporto ACI -ISTAT sugli incidenti stradali che si sono verificati in Italia nel 2014 (presentazione il 3 novembre), l’Organizzazione mondiale della sanità pubblica il terzo “Global status report on road safety 2015”, dopo quelli del 2011 e del 2013, che fotografa la sicurezza stradale del pianeta.

Ogni anno 1 milione 250 mila persone muoiono in un incidente stradale. Il triste primato tocca alla Repubblica Popolare Cinese con 261.000 vittime all’anno, seguita dall’India con 208.000 decessi, e da Brasile, Indonesia e Nigeria rispettivamente con 47.000, 38.000 e 35.000 casi.

Rispetto al rapporto 2013, il numero dei morti a causa di incidenti stradali si è stabilizzato – pur con un lieve aumento da 1.240.000 a 1.250.000 casi – ed è ancora lontano l’obiettivo proposto dall’Onu per il 2020 di dimezzare il numero delle vittime. In particolare, i motociclisti si confermano gli utenti della strada più vulnerabili, con il  23% delle morti in incidenti stradali, seguiti dai pedoni (22%), mentre il tasso tra i ciclisti è del 4%. Ed è la prima causa di morte tra 15 e 29 anni. Per quanto riguarda il genere, tre incidenti mortali su quattro hanno come vittime uomini.

Il report analizza i dati provenienti da 180 Paesi e illustra come il 90% delle morti  avvenga  nei paesi a basso e medio reddito, dove circola però solo il 54% dei veicoli. In pratica: l’Europa ha il più basso numero di incidenti per abitante mentre l’Africa ha il più alto.

Per l’Italia il rapporto riporta 3385 morti per incidente nel 2013, mentre gli incidenti stradali nel complesso costano al Paese l’1,8% del Pil. Le “pagelle” dell’Oms promuovono con un otto le leggi, mentre ci sono più difficoltà nella loro applicazione. Ad esempio nel campo delle cinture di sicurezza i dati del report evidenziano che solo il 64% dei guidatori e il 10% dei passeggeri nei sedili posteriori le indossa.

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La probabilità di morire in un incidente stradale dipende da dove si vive

In sintesi alcune cifre significative possono aiutare a chiarire la strada che ancora deve essere compiuta per una mobilità più sicura: 105 Paesi risultano avere leggi efficaci sull’utilizzo delle cinture di sicurezza per tutti i passeggeri; 47 hanno approvato leggi che regolamentano la velocità a un massimo di 50 km/h in città; 34 Paesi regolamentano la guida in stato di ebrezza, ponendo un limite di concentrazione di alcol nel sangue uguale o inferiore a 0,05 g/dl e a 0,02 per i neopatentati; 44 Stati hanno reso obbligatorio l’utilizzo di caschi sia per il guidatore che per il passeggero; 53 Paesi regolamentano il trasporto dei bambini con appositi seggiolini.

La strada è lunga!

Foto in home page: dal Global status report on road safety 2015