Home Incidenti stradali Aumentare i controlli sulle strade e gli investimenti per la loro sicurezza

Aumentare i controlli sulle strade e gli investimenti per la loro sicurezza

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"Triplicare i controlli sui conducenti, stanziando il 20% degli introiti delle multe statali per aumentare uomini, pattuglie e mezzi”: lo propone Michele Meta, presidente della Commissione Trasporti della Camera dei deputati.

cars-691144_640In Italia circolano più auto e altri mezzi a motore rispetto al resto d’Europa. Circa 40 milioni su 60 milioni di abitanti: con un indice pari a 61 rispetto alla media europea che si ferma a 46.

Strade affollate, quindi, soprattutto in città, dove, soprattutto in città, la velocità e i km percorsi sono in diminuzione, mentre aumenta il tempo che si trascorre alla guida. Una situazione che emerge anche un recente studio dell’Osservatorio di UnipolSai che ha utilizzato i dati delle scatole nere dei propri assicurati. Una situazione che rende particolare e complesso il tema della sicurezza stradale. Proprio su questo abbiamo intervistato Michele Meta, presidente della Commissione Trasporti, poste e telecomunicazioni della Camera dei deputati che ha le idee chiare: “Ogni euro destinato ai controlli da parte dello Stato, non sia una spesa, ma un investimento”.

Nel 2014 in Italia i morti in incidenti stradali sono stati 3381. Rispetto all’anno precedente diminuiscono di appena lo 0,6%, mentre aumentano del 5,4% le vittime nelle strade urbane… una vera è propria battuta d’arresto e un’inversione di tendenza rispetto a prima. Quali spiegazioni ci possono essere?

L'On. Michele Meta

L’On. Michele Meta

“Il Parlamento ha assunto l’impegno di dimezzare, entro il 2020, il numero delle vittime degli incidenti stradali. Oggi il risultato non è stato ancora raggiunto, ma non dimentichiamo che nel 2001 il numero dei decessi è stato di 7.096. Sulle autostrade e sulle strade extraurbane sono stati raggiunti risultati importanti e ciò è dovuto all’installazione di strumenti tecnologici come il safety tutor (che si è rilevato particolarmente efficiente perché costringe a moderare la velocità nel percorso), gli autovelox, i miglioramenti delle vetture, gli impianti di vivavoce, nonché interventi sul manto stradale e sui guard rail (ancora insufficienti). C’è il problema delle strade urbane – è vero – ma bisogna anche chiarire il quadro della situazione, altrimenti sembrerebbe inspiegabile. L’Italia resta ancora il Paese con il maggiore indice di motorizzazione privata in Europa, con 61 veicoli ogni 100 abitanti, rispetto alla media europea di 46 veicoli. Stando ai dati ISFORT l’automobile è utilizzata dall’83% degli italiani, nonostante il 60% degli spostamenti abituali non superi i 5 km, il 40% i 2 km e il 15% 1 km; inoltre, ogni automobile viaggia generalmente con il solo conducente per 2 ore al giorno. Questo naturalmente provoca un traffico enorme sulle strade urbane, che è una delle cause principali degli incidenti mortali; le altre sono i comportamenti dei conducenti, la velocità e la scarsa manutenzione delle strade stesse. C’è, inoltre, il problema generale italiano della scarsità dei controlli ai fini del contrasto della guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze psicotrope.”

Pedoni, ciclisti, over 75, bambini under 14: i dati del rapporto Aci – Istat 2014 ci dicono che sono categorie a rischio quando girano sulle strade. Cosa si può fare?

crossing-801713_640“C’è molto da fare soprattutto per l’utenza più vulnerabile: i pedoni, i ciclisti e i motociclisti. Nella delega al Governo per il riordino del Codice della strada la questione viene affrontata come prioritaria. Aspettiamo che le norme diventino legge, per verificare se verranno adottate misure efficaci a contrastare il fenomeno. Alcuni interventi possono comunque essere attuati indipendentemente dal nuovo Codice: i soggetti proprietari delle strade devono mettere in essere gli interventi manutentivi per renderle sicure; bisogna realizzare in adiacenza al ciglio stradale spazi sufficienti per il transito delle biciclette; infine, non sottovaluterei – per i ciclisti stessi – l’importanza dei mezzi di prevenzione passivi come il casco protettivo e la verifica dell’efficienza delle luci che servono per vedere ma anche per farsi vedere.”

Anche il tema degli anziani salta agli occhi: le vittime over 75 aumentano dell’11% e se incrociamo pedoni e ciclisti con l’età la situazione peggiora: le nostre strade sono utilizzate da un’utenza sempre più vulnerabile, ma sembra che ancora non ci sia piena consapevolezza su come reagire per creare maggiore sicurezza?

accident-850469_640Il nuovo Codice della strada sarà uno strumento decisivo. L’introduzione del reato di omicidio stradale è stata pensata sia come deterrente, per indurre a comportamenti di guida sobri, sia per sanzionare in modo repressivo i comportamenti più gravi. Resto comunque dell’opinione che lo strumento più importante rimanga l’aumento dei controlli sui conducenti. Negli altri Paesi europei i controlli sono almeno 5 volte superiori a quelli italiani, mentre in una parte dei nostri automobilisti si è ormai consolidata l’opinione che valga la pena rischiare, vista la bassissima probabilità di essere fermati da una pattuglia. Oggi i controlli in Italia sono meno di un milione e mezzo all’anno, per un parco veicoli circolante di oltre quaranta milioni; io ho proposto che nei prossimi anni possano triplicare, stanziando il 20% degli introiti delle multe statali per aumentare uomini, pattuglie e mezzi. Sono infatti convinto che ogni euro destinato ai controlli da parte dello Stato, non sia una spesa, ma un investimento.”

Se guardiamo agli altri Paesi dell’Unione Europea, l’Italia a che punto è sulla sicurezza stradale e la mobilità sostenibile?

child-558798_640“Il riordino del Codice della strada dedica una particolare attenzione all’educazione stradale, soprattutto per i giovani, ma c’è ancora molto da fare: l’Italia deve investire di più sulla mobilità sostenibile, sulla creazione di percorsi dedicati all’utenza vulnerabile. Alla Camera dei deputati, la Commissione sta esaminando la proposta di legge (il relatore è Paolo Gandolfi), per incentivare l’uso trasportistico delle biciclette, sia per gli spostamenti quotidiani che per le attività turistiche e ricreative. Si tratta di una proposta organica che prevede la realizzazione del “Piano generale della mobilità e della logistica” a livello nazionale e successivi Piani regolatori a livello regionale: un articolato molto dettagliato che mette la bicicletta al centro di una serie di iniziative, mutuando le migliori pratiche dagli altri Paesi europei “virtuosi”. Confido che la Commissione possa concludere i lavori entro l’anno.”

Foto in home page, da Flickr (CC BY 2.0), “Polizia municipale di Bra: attività di controllo”, del Comune di Bra