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I paradossi della sicurezza sulla strada

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    I giovani ostentano maggiore “tranquillità”, ma tra loro si conta il maggior numero di vittime. Le donne e le persone più anziane sono invece le più preoccupate. Tutti i dati sulle “paure” degli italiani nel X° Rapporto di Fondazione Unipolis e Demos&Pi

    Calano gli incidenti sulle strade, ma aumenta la paura di rimanerne vittima. Del resto, accade così anche per una serie di reati: calano gli omicidi, le rapine, persino i furti, ma la paura nei cittadini cresce. E’ la distanza tra realtà – spesso influenzata dalla rappresentazione che ne viene offerta sui media – e percezione, che, al di là di talune oscillazioni, nel corso degli anni, è aumentata. Nel 2016 gli italiani sembravano relativamente poco preoccupati della propria incolumità sulle strade – il 24%, meno di un italiano su quattro, ammetteva di esserlo “frequentemente”. E ciò a fronte di un modesto, ma pur sempre significativo, incremento (registrato nel 2015) delle vittime sulla strada (+1,1%), con una inversione di tendenza rispetto al costante calo del numero dei morti per incidenti verificatosi nell’ultimo quindicennio. Per fare un confronto, nel 2012 era il 32% degli italiani a considerare rischioso, per sé e per la propria famiglia, muoversi nel traffico. E oggi, qual è il sentimento di insicurezza che prevale tra i cittadini italiani quando si parla di strade?

    La risposta, ancora una volta, peraltro aggiornatissima, ci viene consegnata dal X Rapporto sulla sicurezza e l’insicurezza in Italia e in Europa, che Fondazione Unipolis ha realizzato grazie alla collaborazione di Demos&Pi e reso pubblico il 28 febbraio scorso durante la presentazione alla Camera dei Deputati.

    Ebbene, nel 2017, sono dati di gennaio, il senso di insicurezza sulla strade è tornato a crescere, raggiungendo il 25,6% degli intervistati – quasi due punti percentuale in più rispetto all’anno precedente – nonostante il 2016 sia tornato a registrare una flessione nel numero dei morti; almeno secondo i dati resi pubblici da Aci-Istat e riferiti ai primi sei mesi dell’anno.

    Il timore per gli incidenti

    All’interno della “graduatoria delle paure in Italia”, l’insicurezza stradale risulta ricoprire il 18° posto, dopo i timori verso la distruzione dell’ambiente – primo in classifica – l’instabilità della politica italiana e mondiale, la mancanza di soldi sufficienti per vivere, gli atti terroristici, le guerre e i disastri naturali, la criminalità organizzata; seguono le preoccupazioni per la sicurezza dei cibi, i furti in casa, la privacy relativamente alla gestione dei propri dati sul web.

    Complessivamente, dunque, i cittadini intervistati nell’indagine appaiono più spaventati dai pericoli “esterni”, o per circostanze che non metterebbero a rischio la loro sopravvivenza, piuttosto che dalle conseguenze di quanto accade frequentemente sulle strade. Pur con un certo incremento, i timori di rimanere vittima di incidenti stradali si collocano nella fascia bassa della graduatoria delle paure. Ancorché la strada rappresenti uno dei pericoli maggiori cui le persone sono esposte: ogni anno, infatti, muoiono oltre 3.400 persone e più di 240.000 rimangono ferite in più di 170.000 incidenti. Così come si registra un notevole incremento delle infrazioni e delle conseguenti sanzioni al Codice della strada. In particolare, sta emergendo un aumento notevole dei comportamenti scorretti alla guida, derivanti da un uso disinvolto degli smartphone e degli altri strumenti che la tecnologia ci mette a disposizione. Se ne potrebbe dedurre che le persone si preoccupano molto di fenomeni su cui si ha poco o nullo potere, mentre si assume come quasi “normale” adottare sulle strade comportamenti scorretti e non rispettosi delle regole, che invece mettono quotidianamente a rischio la nostra vita e quella degli altri.

    sicurezza stradale ed età

    Da questo punto di vista, analizzando più da vicino i dati del Rapporto sulla sicurezza e insicurezza di Unipolis,  viene in evidenza come i giovani con meno di 24 anni siano quelli meno preoccupati dai pericoli della circolazione stradale: solo il 17,8% si sente poco o per nulla sicuro in auto, in leggera crescita rispetto al 16,8% della precedente rilevazione. E questo, nonostante – secondo i dati Aci Istat 2015 – i giovani tra i 20 e i 24 anni paghino il prezzo più alto rispetto alla mortalità stradale: 282 i decessi, addirittura in aumento del 5,2% rispetto all’anno precedente. Al contrario, fra i più timorosi sono le persone fra i 25 e i 34 anni e a ragion veduta, visto che – sempre secondo i dati Aci Istat del 2015 –  in quella fascia di età i morti per incidenti stradali sono aumentati da 429 a 442; in particolare, la fascia 30-34 anni ha visto un incremento addirittura del 16% delle vittime. Complessivamente, gli uomini si dicono “molto più tranquilli” delle donne (77,5% contro 67%), nonostante le vittime di sesso maschile (2.748) siano più del quadruplo rispetto a quelle femminili (671).

    Per quanto riguarda invece gli over65, considerati utenti deboli della strada, si alza di due punti la percentuale di chi si sente poco sicuro: gennaio 2017 fa registrare un 25,9%, a fronte del 23,2% dell’anno prima. In questo caso, la percezione sembra essere coerente con l’aumento reale del rischio: nel 2015, rispetto al 2014, le vittime anziane da 1.056 sono passate a 1.088, facendo registrare un +10% (da 422 a 437 vittime) nella fascia 80-84 anni. I dati relativi agli incidenti di cui rimangono vittime i pedoni, fanno emergere ancora più chiaramente come l’invecchiamento progressivo della popolazione aumenti i pericoli stradali: la mortalità è aumentata del 4,2% (da 578 a 602 decessi) nel 2015; mentre il numero di vittime appartenenti alla fascia over 65 – 378 – è più della metà dei pedoni morti in totale (601) e in crescita del 3,3% rispetto al 2014.

    Foto in home page, da Flickr CC: “Guardandovi dall’alto in basso” di Filippo M. Fontana – bit.ly/2qSJcwC