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Il Senato approva il reato di omicidio stradale: fino a 27 anni di pena e 30 anni di sospensione della patente

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L’Aula del Senato ha dato il via libera al ddl che introduce il nuovo reato. Paolo Gandolfi: “Dare giustizia alle vittime di incidenti stradali ed impedire che chi provoca questi incidenti possa tornare alla guida. Permettere ai cittadini di riappropriarsi delle strade in cui vivono”. Adesso il testo passa alla Camera.

omicidio stradale

Foto da Flickr (CC BY 2.0) “car accident” di Jeremy Noble

Dopo il sì della Commissione Giustizia il 20 maggio scorso, anche l’Aula del Senato ha dato il via libera al disegno di legge sull’introduzione del reato di omicidio stradale.

Il provvedimento prevede l’arresto in flagranza di reato e da 8 a 12 anni di carcere per chi causa la morte di una persona guidando sotto l’effetto di un elevato tasso alcolemico o di stupefacenti. La pena è aumentata fino a 18 anni in caso di più vittime e in caso di fuga del colpevole.

Il testo sancisce anche la sospensione della patente da un minimo di 15 fino ad un massimo di 30 anni, dopo la condanna definitiva. Restano esclusi dal reato di omicidio stradale quattro casi specifici di incidenti nei quali le vittime sono causate da: inversione di marcia in prossimità di curve e dossi, passaggio con il semaforo rosso, circolazione contromano e sorpasso in corrispondenza di un attraversamento pedonale.

Adesso il disegno di legge passa all’esame della Camera e, quindi, abbiamo chiesto un commento al deputato Paolo Gandolfi, relatore del disegno di legge delega di riforma del Codice della strada e coordinatore del Gruppo Interparlamentare Mobilità Nuova:

> Un suo giudizio sul provvedimento approvato al Senato?

“Nel provvedimento approvato al Senato si affrontano finalmente due problemi molto seri, la necessità di dare giustizia alle vittime di incidenti stradali ed impedire che chi provoca questi incidenti possa tornare alla guida. Chi si mette alla guida di un mezzo ubriaco o drogato, o lo fa comportandosi come un criminale, per esempio con velocità strampalate, va fermato, ma se ciò non è possibile e questi provoca la morte di qualcuno dobbiamo garantire la giustizia, prevedendo pene equivalenti all’omicidio volontario. Questo è l’omicidio stradale. Non possiamo permetterci che un omicida volontario se la cavi con poco, è un fatto di giustizia, non di prevenzione. La prevenzione è invece alla radice del secondo provvedimento, il ritiro della patente. Se uno commette un omicidio stradale o dimostra di non avere nessun interesse per la sicurezza altrui bisogna impedirgli di guidare e conseguentemente di ripetere i propri atti. Il ritiro della patente deve essere in alcuni casi prolungato per molti anni, anche con gradazioni diverse in virtù della gravità; questo è quello che chiamiamo con una semplificazione “ergastolo della patente”. Con questo provvedimento si può evitare che guidatori pericolosi continuino a rendere insicure le nostre strade, senza violare nessuna libertà personale”

> Aiuta la mobilità nuova a farsi strada?

Rendere le strade italiane un luogo in cui si pratica il rispetto delle norme significa migliorare il grado di civiltà della nostra comunità nazionale e soprattutto garantire la sicurezza dei cittadini, in particolare degli utenti della strada più vulnerabili. Gli utenti vulnerabili, pensiamo ai pedoni, ai ciclisti, ai bambini, agli anziani, sono al contempo le principali vittime della strada e al tempo stesso i principali fruitori di mobilità nuova. Dobbiamo permettere ai cittadini di riappropriarsi delle strade in cui vivono, agli anziani di andare in sicurezza a far la spesa o al circolo e ai bambini andare a scuola o a giocare; le città sono belle se funzionano così e per farlo dobbiamo garantire la sicurezza”.

> Che tempi ci saranno alla Camera?

Alla Camera dovremmo far presto. Almeno noi alla Commissione Trasporti siamo già pronti per la parte che ci compete, l’ergastolo della patente, e potremo approvarlo in brevissimo tempo. Spero che anche la Commissione Giustizia sia altrettanto rapida sull’omicidio stradale. Ci aiuta certamente il fatto che alla Camera abbiamo già approvato, nell’ottobre scorso, un testo di legge di riforma del Codice della Strada che già anticipava i due temi, quindi la discussione è già stata fatta e una decisione che anticipa l’omicidio stradale è già stata assunta. Per queste ragioni sono fiducioso che sapremo fare presto e bene.”