Home Sicurezza stradale Settimana Europea della Mobilità: il convegno “Sicuri sulla strada e sul lavoro”

Settimana Europea della Mobilità: il convegno “Sicuri sulla strada e sul lavoro”

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    Come garantire maggiore tutela a chi lavora sulle strade e durante i tragitti tra casa e luoghi di occupazione? L'iniziativa è stata promossa da Unipolis con Sicurstrada e Gruppo Unipol.

    Foto da Flickr "Objects in the rear view mirror" di Dan Masa

    Foto da Flickr “Objects in the rear view mirror” di Dan Masa

    Sicuri sulla strada e sul lavoro”, è questo il tema dell’incontro pubblico che Fondazione Unipolis con Sicurstrada, insieme al Gruppo Unipol e in collaborazione con il Comune di Bologna, hanno organizzato venerdì 19 settembre nel Foyer Unipol Auditorium a Bologna.

    L’iniziativa si è inserita nell’ambito della Settimana Europea della Mobilità 2014, alla quale il capoluogo felsineo ha aderito anche quest’anno con un ricco calendario di eventi ed appuntamenti.

    Il direttore della Fondazione Walter Dondi ha aperto il dibattito riportando  i dati Inail riferiti al 2013, in base ai quali il 55% delle morti sul lavoro avviene per strada.  “Questo fenomeno”, ha proseguito Dondi, “riguarda la mobilità e produce un costo umano troppo elevato”. Come garantire quindi maggiore tutela a chi lavora sulle strade o si sposta tra casa e luoghi di occupazione?

    Antonio De Filippo, Vice Direttore Inail Emilia-Romagna, si è detto soddisfatto della crescente attenzione al fenomeno – a suo avviso necessaria in una società civile – da parte delle aziende private. De Filippo ha offerto poi qualche dato: innanzitutto relativamente al costo medio degli infortuni (1.218 € per quanto riguarda l’itinere) e poi sui giorni e i mesi più pericolosi  (in cima alla lista nera troviamo il lunedì, per quanto riguarda i giorni della settimana, e giugno/luglio/settembre fra i mesi dell’anno).

    Paolo Ferrecchi, Direttore Generale Reti Infrastrutturali, Logistica e Sistemi di Mobilità Regione Emilia-Romagna, è intervenuto affermando che negli ultimi anni la Regione ha fatto molto per la sicurezza in ambito di mobilità, facendo notare che, se dal 2001 al 2012 le vittime a bordo di auto o motoveicoli hanno subìto una forte flessione, lo stesso non si può dire per ciclisti e pedoni, che sono comunque diminuiti ma in percentuale assai inferiore. Ferrecchi ha poi fatto cenno al paradosso della mancata copertura, in caso di infortunio, per l’utilizzo della bicicletta nei tragitti in itinere.

    Andrea Colombo, Assessore Mobilità e Trasporti del Comune di Bologna, ha puntato l’attenzione sulla cultura diffusa che addita il pedone o il ciclista come intralcio alla corsa dell’automobile. Il Comune di Bologna cerca quindi di ricostruire una civiltà del rispetto sulle strade, con la creazione di uno spazio pubblico e condiviso. I progetti in corso (anche grazie ad una parte delle multe cittadine, che per legge dovrebbe servire per migliorare la sicurezza stradale) sono il miglioramento degli assi viari della città; la creazione di spazi riservati e protetti per pedoni e ciclisti (aree pedonali, piste ciclabili in rete organica, zone 30 km/h ecc.);  la promozione di politiche di mobility management.

    Nel corso dell’iniziativa si è sviluppato un dibattito che ha visto diversi interventi.

    Bibi Bellini, coordinatore FIAB Emilia-Romagna, ha parlato delle varie proposte di legge presentate dalla sua associazione sull’uso della bicicletta negli spostamenti in itinere. Per Bellini è necessario creare anche una “massa critica” di ciclisti, forte della consapevolezza che nei Paesi dove questo accade, i ciclisti si fanno meno male.

    Alberto Bonora, Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione di Iren S.p.A, ha raccontato l’iniziativa, in collaborazione con il Comune e l’Università di Parma, Unipolis e Assicoop Emilia Nord, di un protocollo d’intesa per studiare e capire il rischio quando si utilizzano auto o camion durante le ore di lavoro.

    Alessandro Farina, Responsabile Sicurezza Gruppo Unipol, è intervenuto parlando degli incentivi che Unipol prevede per l’utilizzo dei trasporti pubblici locali e dell’accordo stretto con la Regione Emilia-Romagna per il servizio di bike sharing dedicato ai dipendenti.

    Paolo Moggi, di Federtrasporti, ha puntato l’attenzione sui 5.000 mezzi pesanti industriali in circolazione ogni giorno sulle strade italiane: fino a 7-8 anni fa gli autotrasportatori venivano coinvolti in molti incidenti, per questo Federtrasporti, insieme a Fondazione Ania ed Asaps, ha avviato un progetto per ridurre i sinistri stradali. Poiché la causa principale degli incidenti è il fattore umano, sono stati organizzati corsi di formazione ed è stato meglio monitorato lo stato fisico degli autisti: in 8 anni i sinistri si sono ridotti di oltre il 50%. Meno morti quindi, ma anche meno costi.

    Hanno poi portato un contributo al dibattito Giordano Biserni, presidente di Asaps; Cosimo Quaranta, referente Cna Fita; Sandro Vedovi, di Fondazione Ania; Thomas Palazzi, di Tper Bologna; Marco Sementina, di Cisl Trasporti; Giulia Grandi, Segretario Filt Cgil Modena.

    Infine Michele Pompeo Meta, Presidente della Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni Camera dei Deputati, ha illustrato alcuni punti della riforma del Codice della Strada, come ad esempio l’inasprimento delle pene, l’attenzione all’innovazione e allo sviluppo tecnologico, l’avvicinamento agli ordinamento di altri Paesi europei, lo sviluppo della formazione, l’aumento dei controlli legati alla sicurezza. Meta ha inoltre sostenuto la necessità di “ripartire dal ferro”: i 16.000 km di ferrovie italiane potranno salvare la mobilità e la sostenibilità del nostro Paese.

     

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    Foto in home page, da Flickr, “Broken dreams” di Frans Persoon