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Strade più sicure a Ferrara: intervista all’assessore Modonesi

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    "C'è ancora tanto da fare per la sicurezza stradale, ma rispetto ai dati nazionali nella città estense diminuiscono le vittime della strada e gli incidenti che coinvolgono ciclisti e pedoni".

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    L’assessore Modonesi nello spazio informativo di Sicurstrada

    In occasione della tappa ferrarese di Sicurstrada Live, dal 17 al 19 giugno presso il Centro Commerciale Le Mura – tre giornate dedicate alla sicurezza stradale e mobilità sostenibile con materiali informativi, gadget a tema e simulatore di guida – Aldo Modonesi, assessore alla Mobilità del Comune di Ferrara, ha visitato il punto informativo allestito nella galleria commerciale ed ha incontrato i cittadini venerdì 17 giugnoL’assessore Modonesi ha rilasciato la seguente intervista per sicurstrada.it parlando della situazione di Ferrara.

    In attesa dei dati ufficiali sul 2015 (che si preannunciano non belli, secondo le anticipazioni di questi mesi), anche nel 2014 le aree urbane registrano i tre quarti dei sinistri con un aumento del 5,5% delle vittime rispetto all’anno precedente. Infatti, i dati sugli incidenti stradali in Italia nel 2014 raccontano un Paese che perde una posizione all’anno nella graduatoria europea e che dal 2012 ad oggi è scivolato dal 13° al 15° posto per quanto riguarda la mortalità stradale. Ma soprattutto le città segnano una brusca inversione di tendenza sulla sicurezza stradale, con un aumento pari al 5,4% delle vittime rispetto al 2013, mentre diminuiscono del 10,6% e del 3,8% rispettivamente quelle su autostrade e strade extraurbane. Per quanto riguarda i pedoni e i ciclisti, nello stesso periodo, a livello nazionale aumenta per entrambi il numero delle vittime: rispettivamente +4,9% + 8,8% , così come quelli degli anziani (+11,1%) e fra gli under 14 (+12,7%). La percentuale degli incidenti si conferma intorno al 75,5%.Modonesi-sicurstrada-ferrara-2

    Il rapporto Aci Istat mette in evidenza una situazione delicata per l’Italia: i morti calano pochissimo (‐0,6%) mentre aumentano le vittime nelle strade urbane. Sembra una battuta d’arresto e un’inversione di tendenza rispetto alla sicurezza stradale. La vostra esperienza qual è?

    A Ferrara, fortunatamente, non è così. Diminuiscono gli incidenti stradali, diminuiscono le vittime (-54%), diminuiscono i feriti. E diminuiscono anche gli incidenti che vedono protagonisti ciclisti e pedoni (rispettivamente -6% e -11%).

    Una fotografia di Ferrara?

    Sono in diminuzione gli incidenti stradali con infortunati nel territorio del Comune di Ferrara negli ultimi anni: dai 711 dell’anno 2011 si passa ai 646 e 652 rispettivamente del 2012 e 2013, fino ad arrivare sotto soglia 600, con i 578 del 2014. Diminuisce sensibilmente la mortalità rispetto al 2013: da 12 vittime a 6 decessi nel 2014; mentre il numero di feriti passa da 822 a 736 pur registrando un aumento dell’indice di lesività (da 1261 nel 2013 a 1273 nel 2014). Da sottolineare che si mantiene elevato il numero di pedoni coinvolti: 48 nel 2014 rispetto ai 51 del 2013 e ai 47 del 2012.

    Se si guarda all’Europa, l’Italia a che punto è sulla sicurezza stradale e la mobilità sostenibile?

    C’é ancora tanto, tantissimo da fare. I morti sulle nostre strade sono ancora troppi. Bisogna, seriamente e non solo a parole, investire sulla sicurezza delle strade. Permettere agli enti locali di usare le proprie risorse ad esempio per asfaltare le strade, posizionare guard rail, aumentare i km di piste ciclabili in sede propria. Mettendoci, tutti, nelle condizioni di attivare una programmazione pluriennale per aumentare la sicurezza stradale. E fare educazione e formazione, a partire dalle scuole.

    Infrastrutture, educazione e formazione dei giovani ma non solo: gli Enti Locali come si muovono? Comuni medi e grandi realtà metropolitane: problemi diversi, mezzi diversi, ma un unico obiettivo?

    Questo paese ha bisogno sul tema della sicurezza di programmazione. E di certezza di risorse economiche e umane. E di politiche che integrino interventi di messa in sicurezza delle strade, di potenziamento della mobilità sostenibile, e di percorsi formativi. Lo ripeto, e questo vale per sia per le realtà metropolitane che per comuni medi come Ferrara, questa programmazione deve essere pluriennale perché quello è l’orizzonte serio perché queste politiche possano dare frutti.

    Cosa si è fatto e quali sono i progetti per la sicurezza stradale e la mobilità sostenibile dei ferraresi, giovani e meno giovani?

    Abbiamo individuato i punti neri della nostra mobilità: quelle zone, incroci e strade dove maggiormente si concentravo gli incidenti, anche mortali. E su quelli abbiamo lavorato, con interventi di messa in sicurezza e di moderazione della velocità. Abbiamo aumentato i km di piste ciclabili (che oggi a Ferrara sono quasi 170) lavorando da un lato sui percorsi radiali (il prossimo intervento sarà la nuova pista ciclabile verso l’ospedale di Cona) e, dall’altro lato, sulle ricuciture dei percorsi. Abbiamo, con il coordinamento della nostra Prefettura, proseguito i percorsi di formazione nelle scuole, anche grazie al lavoro della Polizia Municipale cittadina. Investimenti sulla sicurezza stradale, promozione della mobilità sostenibile, formazione: è questa la strada… per rendere le nostre strade sicure!

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