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Strade pericolose: si arresta il calo del numero delle vittime

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Dopo diversi anni in discesa si blocca il trend positivo. I dati del 2014 di Aci-Istat: nei centri urbani aumenta in modo rilevante il numero dei morti (+ 5,4%); colpiti un maggior numero di pedoni (+4,9), di ciclisti (+8,8%) e soprattutto di anziani (+11,1%); ma anche di under 14 (+12,7). Una inversione di tendenza confermata anche dalle prime cifre sul 2015 della Polizia Stradale.

infografica istat 2L’Italia sembra abbia tirato il freno a mano sulla sicurezza stradale: con città più pericolose per chi si muove, ancora di più se a farlo è un pedone o un ciclista; o se ha meno di 14 anni o se è un over 75. Ecco come appare la situazione secondo il Rapporto Aci–Istat sugli incidenti stradali avvenuti nel nostro Paese nel 2014. Un rallentamento che continua anche nel 2015. Infatti analizzando i primi sei mesi dell’anno in corso, la Polizia Stradale ha rilevato che gli incidenti mortali sono passati dagli 879 del 2014 agli 897 dell’anno in corso (+18 pari ad un incremento del 2%), con un aumento del numero delle vittime di 18 unità, passando da 954 dei primi 7 mesi del 2014 a 972 dello stesso periodo del 2015 (+ 1,9%).

Complessivamente nel 2014 si sono registrati in Italia 177.031 incidenti stradali con lesioni a persone (181.660 nel 2013), che hanno causato 3.381 decessi (3.401 nel 2013) e 251.147 feriti (258.093 nel 2013). In media, nel 2014, ogni giorno si sono verificati 485 incidenti, sono morte 9 persone e ne sono rimaste ferite 688. Se si confrontano questi dati con quelli riportati negli gli ultimi due Rapporti, emerge chiaro che gli incidenti sono calati del 2,5% rispetto al 2013, quando la flessione fu del 3,7% rispetto al 2012. Discorso analogo per quanto  riguarda i feriti diminuiti del 2,7% nel confronto col 2013 – quando avevano registrato un meno 3,5% rispetto al 2012 – e soprattutto i decessi con un risicato -0,6% contro il 9,8% in meno del 2013 paragonato al 2012. Valori che fanno scivolare l’Italia sempre più in basso nella graduatoria europea: oggi al 15° posto, mentre nel 2012 occupava la 13° posizione!

Inoltre, anche se la situazione italiana trova pieno riscontro a livello europeo – il calo delle vittime nella UE28 si è infatti attestato tra 2014 e 2013 su una media del -0,5%; e rispetto all’obiettivo Ue di dimezzare il numero dei morti entro il 2020, l’Italia registra un -17,8% tra il 2014 e il 2010 a fronte della media Ue che è pari a -18% – il Bel Paese ha un tasso di mortalità stradale di 55,6 decessi per incidente ogni milione di abitanti rispetto alla media europea che è di 51 casi ogni milione di abitanti.

infografica istat 1

Infografica realizzata da Istat

Ancora più preoccupante se si analizzano i dati riguardanti la sicurezza stradale nei centri urbani e l’utenza vulnerabile. Infatti, anche nel 2014 sulle strade urbane si verificano i tre quarti degli incidenti (75,5% del totale), con una percentuale simile di feriti (71,9%) e, al tempo stesso, c’è un’impennata del numero delle vittime con 1.505 decessi (44,5% del totale) rispetto ai 1.421 del 2013, pari ad un aumento del 5,4%. Ad esempio, la situazione più grave si registra in grandi Comuni come Messina (1,6 morti ogni 100 incidenti) e Catania (1,4), mentre i valori più bassi si registrano a Bari (0,3), Milano (0,4) e Genova (0,4). Questi dati possono spiegare perché sono i pedoni e i ciclisti a rischiare di più. Infatti,  nel 2014, rispetto all’anno precedente, le vittime fra i pedoni sono aumentate del 4,9%, passando da 549 a 578, e fra i ciclisti  sono cresciute dell’8,8%, cioè da 251 a 273. Con un indice di mortalità (morti ogni 100 incidenti) per gli utenti più vulnerabili molto elevato: 2,75 per i pedoni e 1,41 per i ciclisti, contro lo 0,67 delle automobili.

Una situazione che evidenzia la necessità di una mobilità nuova e sempre più sostenibile per i centri urbani: impegno che Unipolis porta avanti con il Progetto Sicurstrada. Un altro segnale d’allarme riguarda le fasce d’età. Se da un lato quella compresa fra i 20 e i 24 anni continua registrare il numero più alto di decessi con 268 vittime (nel 2013 furono 305), sono gli over 75 che pagano il prezzo più alto sulla strada con un aumento delle vittime dell’11,1% (da 586 nel 2013 agli attuali 651 decessi). Intrecciando i dati riguardanti i pedoni e i ciclisti con quello dell’età emergono ancora più chiaramente come le città, e più in generale la società, devono tener conto dell’invecchiamento progressivo della popolazione. Infatti, fra i pedoni il numero più alto di vittime (soprattutto uomini) si trova nella fascia d’età tra 80 e 84 anni (87 casi) e quello dei feriti (soprattutto donne) fra i 75 e 79 anni. Rispetto all’anno precedente, i pedoni deceduti aumentano da 52 a 76 fra gli 85 – 89enni e da 21 a 26 fra i 90 – 94enni. Parallelamente, il maggior numero di ciclisti deceduti è nella fascia d’età fra i 70 e gli 89 anni con il 42,5% del totale.

Il Rapporto registra che anche fra i bambini under 14 sono aumentate le vittime, con un incremento del 12,7% dei casi. Si tratta della triste conferma di un fenomeno che nel corso dell’anno era stato denunciato da più parti.

Da evidenziare, infine, il calcolo in via sperimentale del numero dei feriti gravi, secondo le indicazioni della Commissione UE: nel 2014 i feriti gravi a seguito di un incidente stradale, sulla base dei dati di dimissione ospedaliera, sono stati circa 15.000, in aumento del 16% rispetto al 2013.

> Testo integrale del rapporto Aci-Istat

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