Home Sicurezza stradale Telefono al volante: vizio pericoloso per 1 italiano su 8

Telefono al volante: vizio pericoloso per 1 italiano su 8

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    Più di 32.000 gli automobilisti osservati con un monitoraggio promosso da Asaps, e oltre 4.000 quelli “pizzicati”. Servono controlli ancora più severi, ma anche una maggiore sensibilizzazione per limitare un fenomeno all’origine di troppi incidenti.

    Cellulare al telefono

    Servono controlli ancora più severi, ma anche una maggiore sensibilizzazione per limitare un fenomeno all’origine di troppi incidenti.

    Parlare al cellulare mentre si guida? In pratica è come guidare ubriachi. A dirlo è Franco Taggi, dell’Istituto Superiore di Sanità e tra i maggiori esperti di sicurezza stradale in Italia, spiegando che telefonare mentre si impugna il volante, o ancor peggio avventurarsi nella scrittura di un messaggio, compromette tantissimo l’attenzione e rende il rischio di provocare un incidente grave o mortale pari a quello che corre un conducente con alcolemia di 1 grammo/litro: il doppio del limite legale. E se questa è l’opinione di Taggi, c’è anche chi si spinge oltre: in Regno Unito ad esempio, il Transport Research Laboratory, tra i centri di ricerca sulla sicurezza stradale i più autorevoli al mondo, ha usato un simulatore per comparare le performance al volante di persone che avevano alzato un po’ il gomito con quelle di altre impegnate a telefonare. Ebbene, stando ai risultati, il primo comportamento, per quanto assolutamente deplorevole, sembra essere meno azzardato rispetto al secondo.

    Altro che vecchi ed errati pregiudizi insomma: il vero pericolo al volante è rappresentato da chi non riesce a rinunciare all’uso del cellulare nemmeno quando alla guida. E assolutamente eloquenti a riguardo sono anche i risultati dell’ultima edizione del rapporto Aci-Istat sugli incidenti stradali: nel 2012, su un totale di oltre 230.000 incidenti registrati, il 16.6% è dipeso dalla distrazione del conducente, elemento che spesso deriva proprio dall’uso del telefono al volante, avanti di ben 5 punti percentuali rispetto all’eccesso di velocità.

    Come se non bastasse, arrivano infine anche le evidenze empiriche di un monitoraggio svolto da Asaps, l’Associazione Sostenitori e Amici della Polizia Stradale, specificamente dedicato all’uso del telefonino da parte dei conducenti dei veicoli. Promosso nell’ambito della più ampia campagna di comunicazione “Un messaggio a volte accorcia la vita”, lo studio è stato condotto tra novembre e dicembre del 2013, grazie al contributo di decine di volontari che, armati di penna, taccuino e pazienza, si sono appostati ai semafori e agli incroci più trafficati e potenzialmente pericolosi d’Italia, per “pizzicare” gli autisti impegnati a telefonare, navigare o inviare messaggi. Roma, Milano, Napoli, Torino, Bologna, Firenze e Palermo le metropoli coperte dall’indagine, che ha anche toccato diversi centri di medie dimensioni: da Trento, ad Arezzo, fino a Benevento, per un totale di 32.650 automobilisti controllati e ben 4.048, il 12,4% del totale, colti con le mani al telefono durante la guida.

    Quanto ai dettagli, scorrendo i risultati si scopre che l’orario pre-serale, dalle 18 alle 19, è quello a maggiore frequenza di indisciplinatezza, con il 36% delle infrazioni registrate durante questa fascia. Tra i trasgressori inoltre, gli uomini sono praticamente il triplo rispetto alle donne, a quanto pare tendenzialmente più attente e concentrate alla guida. Geograficamente invece, con il 42% di rilevazioni, sono gli autisti del Nord quelli più pericolosamente attaccati al telefono. Seguono quelli del Centro (29,3%) e quindi chi guida al Sud 1.152 (pari al 28,5%). La maglia nera delle città va infine ex aequo a Verona e Forlì, con il 16% di infrazioni rilevate sul totale dei veicoli monitorati, mentre tra le metropoli la “capitale” degli indisciplinati va a Torino col 14%.

    A fronte di tali dati, è evidente che sia ancora tanto il lavoro da svolgere per provare ad invertire la rotta. Sicuramente aiutano i progressivi inasprimenti delle norme in materia: secondo l’articolo 173 del Codice della Strada, chi viene colto in fragrante alla guida e contemporaneamente al telefono è soggetto a una multa che può variare da 155 a 624 euro, pena cui si aggiunge la decurtazione di 5 punti patente e addirittura la sospensione della stessa se, nel corso di un biennio dal primo accertamento, si incappa nella stessa infrazione. In Irlanda ad esempio, le ultimissime norme in materia prevedono multe a partire da 1.000 euro, anche solo per chi parla usando le auricolari, che possono facilmente superare i 2.000 euro con l’aggiunta di 3 mesi di carcere in caso di recidiva, e arrivare addirittura a un anno di reclusione se si viene pizzicati per la terza volta.

    Per debellare un comportamento percepito ancora oggi, da molti, come poco più di un peccato veniale, occorre insistere anche sul versante della comunicazione, e la campagna di Asapscitata in precedenza rappresenta un importante passo nella giusta direzione. E a passi spediti, talvolta più di quanto non si riesca ancora a fare in Italia, si procede anche nel resto del mondo, spesso cercando di mostrare in maniera cruda ed esplicita quanto possa essere fatale il gesto di una chiamata o dell’invio di un messaggio mentre si è al volante. Già nel 2008, uno spot francese non faceva sconti a riguardo, e nello stesso anno anche nel Regno Unito fu lanciata una campagna altrettanto forte,per la quale ci fu un seguito ancora più eloquente l’anno successivo. Attorno al messaggio “U Drive U Text U Pay” (“Tu guidi Tu messaggi Tu paghi”) è costruita anche una nuova campagna lanciata in grande stile negli USA, in concomitanza con l’inasprimento delle pene in diversi Stati. E anche in questo caso la visione dello spot è un vero pugno allo stomaco mollato per scuotere le coscienze dei guidatori.

    Allo stesso scopo punta infine anche un’altra iniziativa di sensibilizzazione lanciata di recente negli Stati Uniti, adottando però un punto di vista decisamente diverso rispetto agli esempi citati in precedenza. Su iniziativa delle compagnie telefoniche AT&T, Sprint, T-Mobile e Verizon, con la campagna “Texting and Driving… it can wait” si è deciso infatti di affidarsi ai racconti delle vittime di incidenti causati da guidatori alle prese con il cellulare, per sensibilizzare le persone sugli impatti potenzialmente devastanti di questo gesto. In questo caso a parlare non sono gli impatti e le loro drammatiche conseguenze immediate, quanto piuttosto le assenze e i rimorsi che tendono a ingigantirsi nel lungo periodo, compresi quelli dei “carnefici involontari”. Ma l’esito è ugualmente di impatto se non addirittura superiore, come dimostra la grande condivisione di storie e testimonianze personali sui social media e lo stesso sito della campagna. Risultati cui si è giunti anche grazie al coinvolgimento di un maestro del cinema del calibro di Werner Herzog, chiamato a realizzare un documentario della durata di circa 30 minuti per raccontare 4 storie di perdita, sofferenza e senso di colpa, espandendo i brevi spot che avevano dato il là alla campagna.

    Un ultimo versante della sensibilizzazione corre infine sul filo delle nuove tecnologie, sfruttandone versatilità, potenza di calcolo e la possibilità di avere utili strumenti sempre a portata di mano. Sul sito di “Texting e Driving”, un simulatore on line è in grado ad esempio di collegarsi allo smartphone per mostrare quanto sia difficile guidare e allo stesso tempo leggere o inviare messaggi di testo. E ancora oltre è andata Sasmung, con una app che silenzia gli smartphone, bloccando chiamate, avvisi social e altri tipi di notifiche, appena la macchina su cui si sta viaggiando supera i 20 kilometri orari. Macinando kilometri i guidatori più virtuosi possono poi accumulare punti che danno diritto a sconti presso compagnie assicurative e stazioni di rifornimento. Al momento testata nella sola area di Singapore, potrebbe trattarsi di una nuova e fondamentale frontiera per far capire alla grande maggioranza delle persone che un telefonista al volante è e resterà sempre un pericolo costante.

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