Pianificare la mobilità urbana sostenibile: una conferenza internazionale a Trieste

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​​​​L'incontro, sostenuto dal Programma Intelligent Energy Europe della Commissione Europea, è stato organizzato nell'ambito delle attività del Progetto BUMP (Boosting Urban Mobility Plans). BUMP promuove la formazione ed il supporto tecnico per gli enti locali nell'ambito della gestione della mobilità urbana, e la redazione dei PUMS, i Piani Urbani della Mobilità Sostenibile.

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Copyright 2014 Visual Art - Fabio Parenzan

La giornata è stata un'occasione di discussione e confronto fra varie esperienze, oltre che di analisi delle soluzioni tecnologiche più innovative per la mobilità urbana, italiana ed europea. Durante l'incontro è stata presentata anche l'attività che Fondazione Unipolis svolge nell'ambito della sicurezza stradale e della mobilità sostenibile attraverso il Progetto Sicurstrada.

Ha aperto i lavori Stefano Casaleggi, Direttore Generale dell'AREA Science Park, che – interrogandosi su ciò che serve per pianificare una mobilità urbana che sia definitivamente sostenibile – si è detto convinto che l'innovazione tecnologica di prodotti e strumenti da sola non basti, ma che piuttosto servano “nuovi comportamenti individuali".

E la necessità di un cambiamento culturale è stato il leitmotiv di tutta la giornata. All'incontro Mariagrazia Santoro, assessore alle infrastrutture, mobilità, pianificazione territoriale, lavori pubblici e università, ha portato i saluti della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.

L'assessore ha invitato il pubblico a pensare alle  proprie forme di mobilità quotidiana, non definibili come sostenibili, e a quanto lo siano invece i mezzi di trasporto in condivisione.

La mobilità va di pari passo con la sicurezza stradale e l'assessore ha colto l'occasione per presentare il MITRIS, un servizio di monitoraggio utilizzato anche dalla Regione Friuli, per il controllo del rischio da incidenti stradali, in grado di segnalare le situazioni di rischio sul reticolo viario e di valutare i costi associati. Un'infrastruttura informatica per raccogliere in modo tempestivo e completo i dati dei rilievi provenienti dalle diverse Forze (Carabinieri, Polizie) e collegarli al Sistema Informativo Sanitario.

L'obiettivo del MITRIS si articola dunque in tre punti:

  • Predisposizione di un software per la raccolta dei dati di rilievo che consentirà il monitoraggio e la registrazione della posizione e della descrizione degli incidenti.
  • Connessione automatica dei dati rilevati sul luogo dell'incidente con i flussi informativi sanitari (118, Pronto Soccorso, Schede dimissione ospedaliera). Ciò consentirà l'analisi del rischio basato su reali costi sanitari.
  • Predisposizione di strumenti informatici per l'elaborazione dei dati in funzione della prevenzione del rischio. Tali strumenti consentono la realizzazione di report e mappe per l'analisi della sicurezza stradale, per la stima predittiva e per la valutazione ante/post dell'efficacia delle misure.

L'assessore si è soffermata anche sul tema delle piste ciclabili nelle città e sulla necessità di creare una carta unica delle piste ciclabili, per mettere insieme i progetti locali e avviare una mobilità condivisa, alternativa e forte".

Secondo Elena Marchegiani, assessore alla Pianificazione Urbana del Comune di Trieste, le amministrazioni devono accompagnare i cittadini anche verso un cambiamento culturaleprofondo quotidiano per ricominciare a vivere gli spazi urbani, parlare di qualità nelle città e portare avanti azioni a favore dei pedoni e dell'uso della bicicletta, con le difficoltà che la conformazione del territorio presenta. Così come per il turismo.

La bicicletta, del resto, va sfruttata anche per il turismo e l'assessore non nega quanto possa essere difficile imporre la bici a Trieste, se non altro per la conformazione del territorio, ma non si tratta di un'impresa impossibile. Una delle sfide del futuro sarà proprio quella di portare la bici anche laddove non è facile usarla.

All'Area Science Park è stata poi la volta di Fabio Tomasi, Coordinatore del BUMP, che ha presentato il progetto, un'iniziativa che coinvolge nove paesi europei (Italia, Spagna, Regno Unito, Bulgaria, Romania, Ungheria, Polonia, Repubblica Ceca, Germania) molto diversi tra loro, ma tutti guidati dal desiderio di implementare la mobilità all'interno delle proprie città. BUMP, creando percorsi formativi, cerca di lavorare sulla capacità degli enti locali di sviluppare piani di mobilità in autonomia.

Indispensabile per il progetto è lo svolgimento di focus group in tutte le realtà coinvolte, per adattare il modello – anzi i modelli – di implementazione della mobilità urbana sostenibile alle specificità dei territori.

Dopo la presentazione dell'iniziativa, alcune organizzazioni selezionate hanno presentato soluzioni tecnologiche e innovative, oltre che pratiche e progetti di comunicazione e marketing sociale per risolvere i problemi della mobilità urbana.

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Il primo a prendere la parola è stato Adamo Stevanato di NE-T BY TELERETE NORDEST. La sua azienda cerca di far incontrare la mobilità integrata e il mobile payment per il trasporto pubblico, l'energia e il parcheggio. La propensione di NE-T è di coprire tutti i servizi richiesti dal cittadino. In questo senso la Smart City si configura come un organismo e NE-T tenta di offrire il collegamento tra le varie sezioni di questo organismo intelligente.

Gerard Albertengo ha poi presentato BRINGME, il portale italiano per il car pooling, sottolineando in particolare le peculiarità di Jojob: l'innovativo servizio di car pooling aziendale per una mobilità sostenibile che permette ai colleghi di lavoro che devono raggiungere una certa area di farlo insieme, condividendo il mezzo di trasporto. BRINGME ha ideato anche un'App che misura il risparmio di CO2 derivato dalla condivisione del mezzo automobilistico.

Paolo Dal Lago ha invece illustrato PARCHEGGIAMI.IT, il primo garage-sharing in Italia.

Il problema del parcheggio è cruciale in molte città. Si pensi che sono solo due i posti auto disponibili ogni cento persone. Quale soluzione? Molti spazi urbani sono inutilizzati, e Parcheggiami.it cerca di dare la possibilità alle persone di affittare i propri posti auto e mettere in contatto chi affitta gli spazi con chi li cerca. Questo servizio potrebbe essere sfruttato da chi arriva in città per una vacanza, dai pendolari, da chi va a lavoro ecc. Secondo le ricerche svolte dalla startup, il valore del mercato dei parcheggi si aggira intorno ai due miliardi di euro.

Vittoro Perri, invece, è tra i fondatori di BLU ZONE - una startup innovativa che si occupa di mobilità sostenibile – che cerca di rendere disponibile sul mercato un metodo di pagamento unico e facile da utilizzare per tutti. Tra i punti chiave dello strumento ideato da BLU ZONE ci sono: la possibilità di geolocalizzare la propria macchina per trovare il parcheggio, pagandolo in modo semplice, diretto e senza perdere tempo.

BLU ZONE cerca di intercettare anche i bisogni delle amministrazioni, che attraverso questo sistema potrebbero mettere in piedi un controllo efficace dell'accesso alle aeree di parcheggio, ideando anche forme di abbonamento.

Un'attenzione particolare BLU ZONE la dedica ai diversamente abili, per i quali cerca di favorire l'accesso. L'azienda intende ideare anche un sistema di riconoscimento anti frode contro chi usufruisce impropriamente di agevolazioni per i parcheggi.

Alla fine della prima sessione dei lavori ha preso la parola Fausto Sacchelli che ha parlato delle attività di Fondazione Unipolis, soffermandosi in particolare sulle peculiarità di sicurstrada, che declina la sicurezza stradale insieme alla mobilità sostenibile.

Nella seconda parte della mattinata, dedicata alle proposte di alcuni progetti europei, c'è stato uno scambio di esperienze e conoscenze sui temi della sostenibilità degli spostamenti casa-lavoro, affrontata nell'ambito di un contesto più ampio. E' stato analizzato l'impatto sul traffico e sull'inquinamento acustico e le ripercussioni sulle aziende e sui dipendenti anche dal punto di vista economico.




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